Visita del vescovo Gambelli

Il vescovo Gambelli incontra i minori stranieri non accompagnati al centro Fami Gulliver 2

Accolto da uno striscione con "Ciao Gherardo", realizzato dagli ospiti della struttura gestita dal Girasole.

Il vescovo Gambelli incontra i minori stranieri non accompagnati al centro Fami Gulliver 2

Ciao Gherardo: è il messaggio di benvenuto che ha accolto ieri mattina, venerdì 27 febbraio, il vescovo di Firenze, Gherardo Gambelli, durante la sua visita al centro Fami Gulliver 2, gestito dalla Cooperativa Il Girasole. Lo striscione è stato creato dagli ospiti della struttura.

L’incontro, al quale hanno partecipato anche Marzio Mori e don Fabio Marella, direttore e vicedirettore della Caritas Diocesana, è stato uno dei momenti significativi del periodo di Quaresima. Il centro accoglie minori stranieri non accompagnati provenienti da varie nazioni, tra cui Burkina Faso, Tunisia, Egitto, Albania, Bangladesh, Pakistan, Gambia, Somalia ed Eritrea. Attualmente, sono ospitati 25 ragazzi all’interno della struttura.

I minori fanno parte della prima accoglienza del progetto ministeriale Fami (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione) e si uniscono ai coetanei accolti nei progetti Sai Msna Firenze (Sistema di Accoglienza e Integrazione per Minori Stranieri Non Accompagnati) e Cas Msna (Centri di Accoglienza Straordinaria per Minori Stranieri Non Accompagnati).

I ragazzi seguono un percorso che include studi, ottenimento della documentazione, apprendimento di un mestiere e preparazione alla vita adulta. “La visita del vescovo Gambelli qui nella periferia della città è un segno importante: ci stimola a garantire che nessuno venga dimenticato e che a ciascuno venga dato il giusto tempo per crescere”, ha affermato Francesca Bottai, presidente de Il Girasole.

Gli ospiti della struttura hanno commentato: “È bello parlare con chi vuole davvero ascoltarci, perché fuori non è così scontato. A volte sembra che nessuno abbia voglia di conoscerci davvero.”

L’incontro del vescovo con i minori rappresenta un messaggio di vicinanza e speranza, evidenziando l’importanza di un’accoglienza che vada oltre la soddisfazione dei bisogni immediati, rispondendo anche alla necessità di attenzione, ascolto e sostegno nel percorso di crescita di ciascun giovane.