Obesità, anoressia e bulimia sono solo alcune delle problematiche legate al rapporto con il cibo che bambini e ragazzi sviluppano sin dall’età scolastica. La dietista Alessandra Siglich, incaricata dall’amministrazione comunale di coordinare il servizio di refezione scolastica, sottolinea che l’età di insorgenza dei disturbi del comportamento alimentare si sta abbassando. “I segnali di malessere, come il rifiuto di determinati cibi, iniziano a manifestarsi già a partire dagli otto anni”.
In risposta a questa situazione, il Comune ha deciso di aprire uno Sportello nutrizionale, un servizio gratuito per le famiglie, attivo presso la biblioteca comunale “Alda Merini” di Barberino Val d’Elsa. Questo nuovo servizio offre consulenze sull’alimentazione per i bambini in età scolare, con l’obiettivo di fornire indicazioni utili sulla tipologia e la frequenza degli alimenti necessari a soddisfare il fabbisogno energetico dei più piccoli. È rivolto alle famiglie degli alunni degli asili nido, dell’Istituto comprensivo “Don Lorenzo Milani” e della Scuola Paritaria “Vincenzo Corti” di Tavarnelle.
Obiettivi del servizio di counselling
“Il servizio di counselling – spiega la dietista – è pensato per supportare le famiglie, fornendo informazioni e suggerimenti per prevenire problematiche legate all’alimentazione dei bambini”. Siglich si propone di instaurare un dialogo con genitori e figli, elaborando un anamnesi alimentare per identificare eventuali criticità. Sulla base di queste informazioni, sarà possibile stabilire un piano a obiettivi per promuovere l’educazione alimentare e migliorare le abitudini alimentari familiari.
Le sfide alimentari dei bambini
“Sempre più spesso ricevo richieste di aiuto per bambini che mangiano poco e in modo poco vario – aggiunge Siglich –. Le cause possono essere molteplici, dal processo di svezzamento al carattere del bambino, fino all’impostazione familiare”. Si tratta di criticità che, se trascurate, possono portare allo sviluppo di neofobie alimentari, cioè il rifiuto di provare cibi nuovi, che colpisce frequentemente frutta, verdura e pesce. “Il primo consiglio che vorrei dare alle famiglie è di incoraggiare l’assunzione di una varietà di alimenti fin dalla primissima infanzia”.