Tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Mattia Giani, giovane calciatore di 26 anni del Castelfiorentino United, deceduto nell’aprile 2024 dopo essersi accasciato in campo durante una partita di Eccellenza toscana. Gli indagati comprendono due professionisti dell’area medica e il legale rappresentante della società che gestì l’evento allo stadio Lanciotto di Campi Bisenzio.
Questo sviluppo è stato definito dalla Procura di Firenze come un “atto dovuto”, legato alla richiesta di un nuovo accertamento tecnico attraverso l’incidente probatorio.
Indagini e consulenze mediche
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Alessandro Moffa, si concentra da mesi sulle conclusioni delle perizie medico-legali. Entrambe le consulenze, quella disposta dalla Procura, affidata al cardiologo Fiorenzo Gaita, e quella commissionata dalla famiglia Giani alla dottoressa Valentina Bugelli, convergono su un punto: il giovane calciatore era affetto da una cardiomiopatia aritmogena, malattia rara e spesso silente, che può rivelarsi letale.
Tuttavia, una divergenza significativa emerge riguardo al nesso causale. È fondamentale stabilire se esista un collegamento diretto tra le visite di idoneità sportiva, effettuate da due medici sportivi, e il malore che colpì Giani il 14 aprile 2024, portandolo alla morte il giorno successivo all’ospedale di Careggi.
Gestione dell’emergenza e carenze sanitarie
Un altro aspetto che verrà esaminato nell’incidente probatorio è la gestione dell’emergenza durante la partita. Gli inquirenti stanno valutando se un intervento sanitario tempestivo e adeguato avrebbe potuto cambiare l’esito della tragedia.
Durante quell’evento, infatti, erano assenti sia il medico sociale sia l’ambulanza, servizi obbligatori secondo il regolamento federale e di responsabilità della società ospitante, che è stata successivamente sanzionata.
Dopo la morte di Mattia Giani, le procedure sono state rese più rigorose: attualmente, gli arbitri non possono autorizzare l’inizio di una gara in assenza delle dotazioni sanitarie previste.
Ora la questione è nelle mani del giudice per le indagini preliminari. Se la richiesta della Procura verrà accolta, verrà fissata un’udienza per la nomina di un nuovo perito terzo, il quale fornirà una valutazione definitiva sui punti controversi. Le conclusioni di questo nuovo esperto determineranno l’esito dell’inchiesta, decidendo tra archiviazione o avvio dell’azione penale.