Casi di scomparsa e indagini

Kata, la madre teme un destino simile a quello di Elisa Claps

La piccola scomparsa a Potenza è stata ritrovata dopo anni: ora lo stesso magistrato indaga su Kataleya

Kata, la madre teme un destino simile a quello di Elisa Claps

“Non voglio aspettare che mia figlia venga ritrovata per caso, come è accaduto per Elisa Claps”, afferma Katherine Alvarez dopo un incontro con i magistrati.

La scomparsa di Kata

Visibilmente provata, la madre non vede la sua bambina, Kataleya Mia Alvarez Chicllo — affettuosamente chiamata Kata — da oltre due anni. La piccola è scomparsa il 10 giugno 2023 dall’ex hotel Astor di via Maragliano, un edificio occupato abusivamente che per lei rappresentava casa.

Il coinvolgimento di Rosa Volpe

Le indagini sono ora condotte dal procuratore capo di Firenze, Rosa Volpe, che in passato ha affrontato casi complessi, tra cui quello di Elisa Claps, la sedicenne scomparsa a Potenza nel ’93 e ritrovata 17 anni dopo nel sottotetto di una chiesa durante alcuni lavori di manutenzione.

Inchiesta in stallo

A oggi, la scomparsa di Kata rimane un mistero avvolto dalla tragica ipotesi della morte. Non si conoscono i responsabili della sua sparizione né come sia stato possibile allontanare una bambina di cinque anni senza farsi notare dalle telecamere della zona. Le indagini della Procura di Firenze rischiano di bloccarsi, poiché la legge prevede un limite di durata di due anni per le indagini, comprese le proroghe, ma Volpe ha assicurato che si continuerà a lavorare su questo caso.

Il silenzio di Katherine

Nonostante le perlustrazioni, gli interrogatori in Perù e altri accertamenti, non si è giunti a una svolta. Tuttavia, Katherine non ha perso la speranza, nemmeno dopo l’incontro di martedì con Volpe, da cui è uscita visibilmente provata e in lacrime, evitando di rispondere ai giornalisti.

Due anni senza risultati

Dopo due anni e mezzo di indagini e numerose piste, tra segnalazioni e avvistamenti infondati, le ricerche non hanno portato a nulla di concreto. Solo i due zii della bambina, Abel Argenis Vasquez e Marlon Chicclo, sono stati formalmente iscritti nel registro degli indagati, poiché quel giorno avrebbero dovuto prendersi cura di Kata, mentre la madre era al lavoro e il padre Miguel Angel era in carcere. Tuttavia, non è emerso alcun elemento concreto contro di loro.