L’omicidio di Clelia Cuscito, una prostituta assassinata nel 1983, potrebbe essere collegato ai famigerati delitti del Mostro di Firenze, creando nuove piste nel più noto cold case italiano.
L’avvocato Mattia Alfano ha presentato un esposto alla procura di Firenze, chiedendo indagini approfondite basate su una teoria sviluppata insieme al giornalista Matteo Calì e al consulente Loris Bonacci Martinelli.

Questo omicidio è parte di una serie di quattro casi di prostituzione uccisi a Firenze tra il 1982 e il 1984. Le vittime includono Giuliana Monciatti, ex ballerina di 40 anni, uccisa con oltre trenta coltellate in via dell’Anconella; Giuseppina Bassi, 55 anni, ex modella strangolata in una casa nei pressi della stazione di Santa Maria Novella; e Luisa Meoni, 42 anni, trovata morta nel suo appartamento in via della Chiesa.

Negli anni, il Mostro di Firenze era già divenuto un incubo per le coppiette: quando Clelia viene uccisa, si contano già cinque o sei delitti attribuiti a lui.
La vicinanza temporale tra l’omicidio di Clelia e i crimini del Mostro ha spinto gli inquirenti a esplorare possibili legami, ma senza risultati concreti fino ad ora.
È proprio in questo contesto che Alfano evidenzia la morte della 37enne, portando alla luce nuovi elementi e indicando un sospettato, finora rimasto nell’ombra.