Letizia Ciampi è deceduta a causa di una cardiomiopatia dilatativa, e non per un’embolia polmonare. Questa patologia cardiaca, mai diagnosticata in precedenza, ha causato la morte della fiorentina di 47 anni nella notte del 31 dicembre scorso, durante un soggiorno a Fuerteventura, un’isola delle Canarie.
L’autopsia ha escluso responsabilità del personale sanitario dell’ospedale locale, che aveva visitato Letizia due volte, limitandosi a segnalare alcuni problemi polmonari, compatibili con un comune malanno di stagione. Per diagnosticare la cardiomiopatia sarebbero stati necessari esami più approfonditi.
In seguito ai primi risultati dell’accertamento disposto dalla magistratura spagnola, è atteso a breve il via libera per il rimpatrio della salma, una pratica gestita dal consolato italiano.
La tragedia ha colpito profondamente la comunità fiorentina, dove Letizia era ben conosciuta: agente di commercio, appassionata di sport e donna indipendente. In passato, aveva anche tentato la carriera politica candidandosi per il consiglio comunale di Palazzo Vecchio in una lista di centrodestra.
Partita da Pisa la mattina di San Silvestro, Letizia si trovava da sola sull’isola, poiché l’amica che doveva accompagnarla aveva avuto un contrattempo. A Fuerteventura, era assistita da un amico, Walter, un fiorentino trapiantato sull’isola. È stato proprio Walter a portarla in ospedale la prima volta, poco dopo il suo arrivo. Inoltre, è stato l’ultimo a ricevere un messaggio da Letizia, in cui raccontava di sentirsi ancora male dopo una seconda visita al pronto soccorso.
Walter ha dare l’allarme quando, la mattina successiva, non era riuscito a contattarla. Purtroppo, non c’era più tempo per salvarla: dopo aver tentato di entrare nell’appartamento con la proprietaria, sono stati i vigili del fuoco a forzare la porta e a trovarla a letto senza vita.