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Una rappresentanza della Nazionale Italiana Rugby a Careggi per sensibilizzare sulle malattie oncologiche

L’iniziativa, promossa dalla Federazione Italiana Rugby, si inserisce nell’ambito della campagna “Movember” della Movember Foundation, ente no profit che opera a livello internazionale dal 2004 con attività a sostegno della lotta contro i tumori maschili e il disagio mentale.

Una rappresentanza della Nazionale Italiana Rugby a Careggi per sensibilizzare sulle malattie oncologiche
Sport Firenze, 12 Novembre 2022 ore 20:30

Una rappresentanza della Nazionale Italiana Rugby a Careggi per sensibilizzare sulle malattie oncologiche

Tre giocatori della Nazionale Italiana Rugby, che hanno giocato oggi  nel test match contro l'Australia allo stadio Franchi, sono arrivati ieri in visita all'Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e diagnosi precoce dei tumori alla prostata, alle gonadi maschili e dell'apparato digerente.

L’iniziativa, promossa dalla Federazione Italiana Rugby, si inserisce nell’ambito della campagna “Movember” della Movember Foundation, ente no profit che opera a livello internazionale dal 2004 con attività a sostegno della lotta contro i tumori maschili e il disagio mentale.

A ricevere gli atleti, Marco Fuser, Giovanni Pettinelli e Manuel Zuliani per la sfida con la Nazionale Australiana in programma domani a Firenze, c'erano il professor Andrea Minervini direttore dell’Urologia mininvasiva robotica e Andrologia, il professor Sergio Serni direttore della Chirurgia urologica robotica mininvasiva e dei trapianti renali, il professor Fabio Cianchi direttore della Chirurgia dell'apparato digerente e bilio-pancreatica, il dottor Stefano Scaringi responsabile della IBD Unit, il professor Stefano Romagnoli direttore della Anestesia Rianimazione oncologica e il dottor Federico Perna della Chirurgia generale.

Hanno accolto gli atleti, in rappresentanza della Direzione sanitaria, anche il dottor Matteo Tomaiuolo, direttore della Unità operativa complessa Governo dei Percorsi Outpatient, e Stefania Cappello della centrale Cup. Gli atleti hanno portato in dono un pallone autografato.

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