QUALE FUTURO?

Con la Dad crescono ansia e disagio: il punto di Pamat

Su pregi, limiti e rischi della Dad è intervenuto Gianmarco Manfrida direttore del Centro di psicologia relazionale di Prato, facendo riferimento a recenti ricerche che hanno riguardato ragazze e ragazzi ma anche insegnanti.

Con la Dad crescono ansia e disagio: il punto di Pamat
Scuola Prato, 05 Gennaio 2021 ore 14:35

Dad, la Pamat (l’associazione che si occupa di prevenzione dell’abuso sui minori) fa il punto: opportunità ma crescono ansia e disagio: “Necessaria nell’emergenza ma della scuola non si può fare a meno”

Con la Dad crescono ansia e disagio

La Didattica a distanza (Dad) è necessaria nell’emergenza ma la scuola, quella in presenza, è tutta un’altra cosa e non se ne può fare assolutamente a meno. Per questo va difesa con determinazione. La Pamat, l’associazione che si occupa di prevenzione dell’abuso sui minori, nei giorni scorsi ha fatto il punto sul fenomeno Dad – è un limite o opportunità? – con esperti, amministratori e volontari, nel corso di un convegno on line coordinato dalla presidente Monica Pratesi e dal consigliere Andrea di Gregorio.

“Lo scenario che si delinea ci dice che bambini e ragazzi, insegnanti e famiglie sono stati sottoposti a una prova durissima che ha aumentato ansia e disagio – sottolinea Monica Pratesi – Ci troviamo di fronte a una situazione che richiede grande attenzione, in cui si possono creare pesanti differenze. La Pamat ha continuato a lavorare a distanza, per non lasciare solo nessuno, e ha continuato a mantenere attivi i suoi progetti di animazione”.

Nel corso dell’incontro la Dad è stata presa in esame anche da un punto di vista filosofico da Federico Boem, dell’Università degli Studi di Firenze. Sulla complessa partita giuridica è intervenuto Michele Verrucchi, ricercatore dell’Università di Firenze.

La realtà pratese

Le difficoltà dunque sono evidenti anche se quella pratese è una realtà in cui le infrastrutture ma anche le reti istituzionali di supporto alla didattica a distanza sono ben organizzate e attive, come hanno spiegato nel corso del confronto le assessore Ilaria Santi (Scuola) e Benedetta Squittieri (Innovazione), raccontando la mobilitazione che ha visto tutti impegnati nelle diverse fasi della lunga emergenza per rispondere con efficacia e in tempi brevi ai nuovi bisogni, anche con il supporto della rete di solidarietà.

Su pregi, limiti e rischi della Dad è intervenuto Gianmarco Manfrida direttore del Centro di psicologia relazionale di Prato, facendo riferimento a recenti ricerche che hanno riguardato ragazze e ragazzi ma anche insegnanti.

“Per un’ambivalente ricerca di sicurezza e controllo nella distanza e di rimpianta prossimità umana le lamentele sulla Dad di insegnanti e studenti sono le stesse: difficoltà di concentrazione, ansia, problemi ad addormentarsi, senso di solitudine, stress”, ha messo in evidenza Manfrida. “Ad attraenti aspetti di comodità e di fruibiità si accompagnano rimpianti per occasioni sociali di formazione che qualificano l’apprendimento dandogli un valore al di là del contenuto didattico – ha aggiunto ancora – La preoccupazione è per la capacità di apprendere a fare non solo di passare gli esami; per questa è ritenuta fondamentale la condivisione con altri dell’esperienza di formazione in tutte le età, dalle elementari alle specializzazioni”.

“C’è la consapevolezza dell’aumento dei fenomeni di ansia tra docenti e studenti, come ha evidenziato un questionario su benessere/malessere messo a punto dal  settore che si occupa della Promozione della salute nella Asl Toscana Centro – ha evidenziato Maria De Simone dell’Ufficio scolastico regionale – La Dad ha consentito di rispondere all’emergenza nella prima fase del Covid e ha costituito anche un’opportunità per l’acquisizione di nuove metodologie ma si pone la necessità di una evoluzione della didattica digitale integrata  con il potenziamento degli incontri relazionali”.

 

 

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Curiosità