DA OSLO A FIRENZE

Troupe norvegese al S.M. Nuova per intervistare l'anestesista Lastrucci

L’anestesista di S.M.Nuova ha ripercorso con i giornalisti del tabloid VG, i giorni dell’alert ai colleghi norvegesi “Da noi c‘erano i morti. Loro non avevano ancora la percezione”

Troupe norvegese al S.M. Nuova per intervistare l'anestesista Lastrucci
Sanità Firenze, 03 Luglio 2021 ore 11:47

Oltre un anno fa, nei primissimi giorni dell’emergenza legata al Covid, Francesco Landucci, anestesista di Santa Maria Nuova, sollecitato da un medico norvegese con il quale era in contatto per lavoro, riportò al collega quanto stava accadendo in Italia.

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Troupe norvegese al S.M. Nuova

L’invito fu ad adottare limitazioni, protezioni e a prendere seriamente in considerazione quella che di lì a poco sarebbe diventata una pandemia mondiale. Landucci si limitò a dare indicazioni scritte su cosa stesse accadendo nel nord Italia e quali fossero le proiezioni degli analisti. Per il tramite del collega norvegese con una giornalista del tabloid, Verdens Gang, quelle indicazioni finirono sul quotidiano di Oslo più letto in Norvegia, conosciuto come VG.

Poche settimane dopo la pubblicazione, il Governo nazionale norvegese decise di attuare precauzioni e misure rigorose di chiusura, una politica restrittiva tempestiva che per la Norvegia ha significato casi pro capite e tassi di mortalità ben differenti da quelli registrati, per esempio, dal vicino nordico, la Svezia.

L'intervista

A distanza di più di un anno, ieri i giornalisti della testata norvegese Verdens Gang, sono venuti a Firenze, nell’ospedale fiorentino della Asl Toscana centro che è il più antico al mondo in attività. Hanno seguito Landucci durante le sue normali mansioni nella terapia intensiva di Santa Maria Nuova e dove durante la seconda ondata della pandemia alcuni reparti sono stati convertiti in area Covid. Lo hanno intervistato nell’ospedale che fino a pochi mesi fa ospitava degenze ordinarie e terapia intensiva Covid.

“Erano i primi giorni di marzo – ricorda Landucci – Il numero dei nuovi pazienti malati aumentava ogni giorno. Un collega di Milano, mio amico, ammalatosi di polmonite atipica morì nei primi mesi del 2020. Nei paesi scandinavi c’era una dispercezione del rischio, ritenevano che i numeri italiani fossero sovrastimati. All’epoca io ero in contatto con i colleghi della Clevelan Clinic per la quale avevo lavorato e gli analisti di lì cominciavano a far uscire le prime stime sui morti in Italia fra il 2020-2021. Anche in Norvegia c’era questa dispercezione all’inizio quando ancora non avevano morti. Impressionato dai miei racconti il collega norvegese mi chiese di mettere in guardia la Norvegia di quanto stesse capitando”.

Landucci in quei giorni contattato da VG, ha fornito le informazioni sui rischi atte a richiamare l’attenzione pubblica. L’articolo che ne è scaturito è stato pubblicato sul principale giornale nazionale ed è stato il più letto del quotidiano norvegese.