rinosinusite acuta

Curare il naso per curare i bronchi

Cos'è e come curarla

Curare il naso per curare i bronchi
Sanità Firenze, 08 Giugno 2021 ore 16:55

La rinosinusite acuta colpisce dal 6 al 15% della popolazione, mentre la forma cronica dall’8 al 15%, nel 25% dei casi le forme con polipi nasali sono collegate all’asma. Soffre di asma circa il 10% dei bambini sopra i 6 anni in Italia. (1) Rinosinusiti ed asma sono patologie da non sottovalutare: soprattutto in tempo di ritrovata libertà dopo le restrizioni anti-pandemia, è fondamentale gestire la propria malattia partendo dalla cura del naso e delle alte vie aeree per proteggere anche le basse via aeree con una particolare attenzione al paziente pediatrico.

Curare il naso per curare i bronchi

Riconoscere i sintomi della propria patologia, l’importanza di un approccio multidisciplinare e dell’alleanza terapeutica che coinvolge gli specialisti delle alte e basse vie respiratorie (otorinolaringoiatri, pneumologi, immuno-allergologi, pediatri), il paziente, anche bambino e la famiglia per la personalizzazione delle terapie, anche inalatorie che non devono essere interrotte, proteggere il naso e i seni paranasali per proteggere i bronchi con un’attenzione particolare ai pazienti pediatrici sono i temi protagonisti dell’evento digitale “Curare il naso per curare i bronchi: il ruolo fondamentale della terapia aerosolica per curare la rinosinusite cronica con e senza polipi, asma patologie tra di loro connesse” che si terrà il prossimo 10 giugno in diretta dalle ore 12.00 sulla pagina facebook di “Un Respiro di Salute” https://www.facebook.com/unrespirodisalute.

L’iniziativa è promossa da Federasma e Allergie Onlus e si inserisce all’interno del progetto “Un Respiro di Salute” campagna educazionale realizzata con il patrocinio di IAR (Accademia Italiana di Rinologia), SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica) e SIMRI (Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili), resa possibile grazie al contributo non condizionato di Chiesi Italia, la filiale italiana del Gruppo Chiesi.

La rinosinusite è una patologia dalle diverse forme in progressivo aumento parallelamente all’aumento delle allergie.

Importante riconoscere, non sottovalutare e gestire la malattia per ridurre il rischio di cronicizzazioni e di asma.

La rinosinusite con o senza polipi nasali è un problema clinico che non deve essere sottovalutato ma diagnosticato e gestito.

Qual è la relazione tra rinosinusite, poliposi nasale e patologie delle basse vie respiratorie e perché curare il naso ha un’azione protettiva verso i bronchi particolarmente importante nei pazienti più piccoli?

“La rinosinusite colpisce circa tra l’8 e il 15% della popolazione ed è l'affezione più comune a carico delle alte vie aeree, in progressivo aumento parallelamente all’aumento delle forme allergiche. Sono malattie che hanno un impatto economico molto importante sulla società sia in termini di spese sanitarie sia in termine di giornate lavorative perse e di ridotta produttività sul lavoro. Non solo, nel 30% dei casi la forma con polipi nasali è più frequente nei pazienti allergici, compromette fortemente la qualità di vita ed è spesso correlata all’asma una patologia che colpisce anche i bambini molto piccoli. Per rinosinusite si intende lo stato infiammatorio della mucosa di rivestimento di naso (rino) e seni paranasali (sinusite): la rinosinusite può essere un comune raffreddore (rinosinusite virale, associata o non all’esposizione ad allergeni, della durata di pochi giorni e caratterizzato da secrezioni sierose) che deve essere trattata per diminuire i sintomi, e ridurre l’impatto sulla qualità della vita (difficoltà relazionali, sonno frammentato, minor rendimento lavorativo e scolastico). Esistono però forme più gravi e dal forte impatto sociale come la rinosinusite con polipi nasali (polipi infiammatori benigni sulla mucosa dei seni o della cavità nasale), una forma cronica che è più frequente nei pazienti allergici”. - sottolinea il Dr. Giandomenico Maggiore (Dirigente Medico I° livello, Azienda Ospedaliero Universitaria careggi, incarico di alta professionalità per la chirurgia endoscopica dei seni paranasali) – “Bloccare la sintomatologia e curare con la corretta ed efficace terapia inalatoria con corticosteroidi, permette di poter gestire la malattia, aiutare a ridurre i polipi nasali, la secrezione di muco ed evitare cronicizzazioni proteggendo le basse vie respiratorie. La terapia aerosolica ed insieme ad altri presidi gioca un ruolo fondamentale ed è efficace nella cura delle rinosinusiti con polipi nasali svolgendo un ruolo che va oltre: lo stimolo allergico a livello della mucosa nasale impatta anche a livello della mucosa bronchiale. La rinosinusite e l’asma non sono patologie isolate, esiste infatti uno stretto collegamento tra loro, nel paziente adulto e soprattutto nel bambino dove i distretti anatomici sono più piccoli e molto più strettamente collegati tra loro: nei piccoli pazienti, infatti, siamo di fronte a rino-otiti-sinusiti. Curare le rinosinusiti anche nelle forme con polipi nasali è importante: in alcuni pazienti è presente un’abnorme attivazione di tipo 2 del sistema immunitario, dove gli eosinofili sembrano essere la cellula predominante, allergia e asma con continue riacutizzazioni dell’asma e di poliposi con un calo della qualità della vita molto importante. Un approccio e gestione multidisciplinare tra specialisti pediatri, pneumologi, allergologi è fondamentale per una corretta diagnosi e scelta condivisa di un piano terapeutico efficace per curare la rinosinusite con polipi nasali, prevenire le complicanze più invalidanti e proteggere dalle patologie delle basse vie aeree come l’asma. Nelle forme complesse di rinosinusite cronica senza o con poliposi nasale la chirurgia rappresenta uno step, spesso necessario, del trattamento. L’obiettivo della chirurgia è quello di ristabilire il corretto drenaggio mucoso fra naso e seni paranasali allargando gli spazi di transizione fra questi due ambienti.”

I sintomi

Quanto è importante riconoscere i sintomi della rinosinusite spesso confondenti che compromettono la qualità della vita e il benessere fisico-emotivo di chi ne soffre e perché il lavaggio del naso deve diventare un gesto di igiene quotidiana, soprattutto nel paziente allergico?

“La rinosinusite è caratterizzata dalla presenza di due o più sintomi di cui uno deve essere naso chiuso, congestione nasale o naso che cola associate o meno a dolore-peso al volto e/o a riduzione-perdita dell’olfatto.  Questa definizione apparentemente complessa è la definizione dettata dalle linee guida internazionali fornite dal recente EPOS 2020. La creazione di definizioni nasce dall’esigenza di differenziare diverse malattie che hanno sintomi comuni come, ad esempio, la sinusite e la rinite allergica che hanno come sintomo il naso chiuso ma hanno cause diverse. In termini più comprensibili la rinosinusite presenta i sintomi che compaiono nel comune raffreddore ossia naso chiuso, catarro nasale e mal di testa. La rinosinusite si può dividere in due forme principali con un criterio di tipo temporale. La rinosinusite acuta ha una durata inferiore alle 12 settimane mentre la rinosinusite cronica dura più di 12 settimane.

I sintomi della rinosinusite sono per lo più nasali (lacrimazione, starnuti, prurito al naso, naso che cola, congestione delle mucose nasali). In particolare, nella forma con polipi nasali i sintomi sono l’ostruzione nasale bilaterale, dolore/pressione facciale e la progressiva e successiva perdita di olfatto (anosmia) e di gusto (ageusia) che, viceversa compaiono nelle fasi precoci generalmente in circa il 30% dei pazienti “. -precisa il Dr. Giandomenico Maggiore (Dirigente Medico I° livello, Azienda Ospedaliero Universitaria careggi, incarico di alta professionalità per la chirurgia endoscopica dei seni paranasali) - “è importante sottolineare l’utilità dei lavaggi nasali con soluzioni saline di vario tipo per una corretta igiene anche dei seni paranasali, soprattutto nei pazienti allergici ai pollini. Il naso funziona come una valvola che serve a filtrare l’aria e le sostanze cui siamo allergici e ad umidificarla e scaldarla prima che acceda alle vie aeree interne. Il lavaggio nasale è quindi un’importante misura di igiene e protezione quotidiana: previene da un lato riducendo i sintomi, rimuovendo detriti, allergeni, allontanando i mediatori dell’infiammazione e migliorando il meccanismo di “pulizia” delle vie aeree; dall’altro, ha un’azione coadiuvante antinfiammatoria e contribuisce all’efficacia delle terapie inalatorie con corticosteroidi topici. Seguendo le norme di igiene quotidiana nasale e soprattutto non interrompendo la terapia per via inalatoria prescritta dal medico, si può tenere sotto controllo la patologia, vivere una vita sociale attiva ed evitare complicanze e cronicizzazioni”.

Colpisce adulti e bambini

Le patologie delle basse vie respiratorie colpiscono adulti e bambini. In particolare, l’asma bronchiale è una patologia molto diffusa: ne soffre il 10% circa dei bambini sopra i sei anni.

Perché è importante non interrompere le terapie prescritte, soprattutto nei pazienti pediatrici? La personalizzazione della terapia e l’alleanza terapeutica sono i fattori fondamentali per garantire il buon controllo dell’asma: quanto è importante il coinvolgimento del paziente pediatrico e il diritto del bambino a conoscere ed essere consapevole della sua malattia?

“L’asma è la patologia cronica più frequente in età pediatrica e troppi sono ancora i piccoli pazienti non ben controllati (almeno 5% dei bambini asmatici) e che soffrono di asma grave (almeno 2%). La patologia è multifattoriale e diverse sono le cause scatenanti: infezioni virali (che sono presenti quasi tutto l’anno), esercizio fisico (i bambini, gli adolescenti spesso intraprendono attività fisiche impegnative) e naturalmente l’allergia (verso agenti inalanti, quali acari della polvere, pelo di animali, pollini di piante). L’asma si manifesta con respiro sibilante, tosse, difficoltà respiratoria, senso di costrizione al torace, presenti a riposo ma anche sotto sforzo ed è una patologia seria che può anche avere gravi ripercussioni sulla vita di chi ne soffre. Non solo, il ripetersi di crisi e difficoltà respiratoria del paziente pediatrico porta a una naturale preoccupazione dei genitori con forti ripercussioni sulla qualità di vita non solo del piccolo paziente ma anche della famiglia. Con la ripresa della vita all’aria aperta, post lockdown e zone rosse, è importante che i bambini con asma possano vivere la normalità senza limitare le loro abitudini di vita: il controllo dell’asma è fondamentale e il must cui invitiamo tutti i pazienti con asma persistente e i loro genitori è non interrompere mai la terapia anche per via inalatoria.” - sottolinea il dr. Enrico Lombardi (Responsabile Struttura Operativa Semplice Autonoma di Broncopneumologia- Ospedale Pediatrico "Meyer", Azienda Ospedaliero-Universitaria, Firenze) – è importante non sospendere le terapie prescritte: le Linee Guida Internazionali GINA raccomandano ai pazienti con asma persistente di continuare la terapia inalatoria e tutte le terapie per la gestione delle fasi acute (terapia sintomatica) e per il controllo della malattia (terapia di fondo) e di non sospenderle in autonomia senza consultare il medico curante e lo specialista di riferimento, per mantenere standard elevati di controllo della patologia ed evitare un peggioramento potenzialmente pericoloso. Non solo è fondamentale la messa in atto dell’alleanza terapeutica che mette in stretta relazione tutti gli attori: il medico, la famiglia e anche il piccolo paziente che anche se bambino deve essere consapevole, cosciente e reso responsabile della sua malattia. È importante il rispetto dei diritti dei bambini che devono ricevere cure, affetto, rispetto attraverso la conoscenza della malattia e di come può essere curata (Carta dei diritti del bambino in ospedale, Associazione Ospedali Pediatrici Italiani). In questo modo possiamo garantire la personalizzazione della terapia (raccomandata dalle ultime Linee Guida, in particolare nei bambini più piccoli), il buon controllo dell’asma e il buon livello di funzionalità respiratoria grazie ad una terapia regolare possibile con il coinvolgimento diretto del bambino che ha diritto di conoscere, esprimersi con i medici e vivere al meglio la quotidianità e svolgere le attività dei suoi coetanei”.

La personalizzazione, la continuità terapeutica e il buon controllo dell’asma permettono ai piccoli pazienti di convivere con la malattia e svolgere attività fisica e una vita sociale normale?

“Il paziente pediatrico con asma controllato può convivere e vivere con la malattia. L’attività fisica, un fattore scatenante con ripercussioni negative sulla salute del bambino, può avere viceversa una valenza positiva: la capacità cardio-respiratoria del bambino asmatico in buon controllo di malattia è, a parità di allenamento, sovrapponibile a quella del bambino sano”.– sottolinea il dr. Enrico Lombardi (Responsabile Struttura Operativa Semplice Autonoma di Broncopneumologia- Ospedale Pediatrico "Meyer", Azienda Ospedaliero-Universitaria, Firenze) – “È importante ricordare che l’attività sportiva e il movimento in genere sono utili per il mantenimento dello stato di salute in generale e anche nel caso dell’asma è stato dimostrato che un allenamento controllato e costante può migliorare la performance respiratoria. Il lungo periodo di lockdown e zone rosse anti-pandemia hanno costretto anche i bambini ad un’attività più sedentaria e hanno limitato la regolare vita sociale di gioco e di condivisione tipica dell’infanzia. Con la ritrovata libertà bisognerà riorganizzare la ripresa delle attività anche motorie che possono essere realizzate anche dal bambino asmatico se ben controllato”.

Diretta Facebook

Durante la diretta Facebook sarà possibile porre domande agli specialisti ed avere risposte a tutti i dubbi che le famiglie si trovano ad avere rispetto alle patologie respiratorie delle alte e basse via respiratorie.

“La campagna educazionale sull’aerosolterapia “Un Respiro di Salute” nata nel 2018 per rispondere alle richieste di chiarezza su come affrontare e gestire le patologie delle vie respiratorie, anche attraverso dispositivi per l’aerosolterapia, prosegue il suo impegno per rispondere in modo corretto e affidabile alla ricerca di informazione così frequente su internet e, nel contempo, proteggere mamme, genitori, cittadini che navigano in rete da falsi miti e informazioni imprecise”. - sottolinea Laura Mastrorillo, Presidente di FederAsma e Allergie Onlus. - Nell’era digital, dei cittadini e delle mamme on line e ancor più in questo periodo di pandemia, riteniamo di estrema importanza mantenere una rigorosa attenzione all’informazione validata e certificata per tutti i canali social della Federazione, anche con il progetto “Un Respiro di Salute” che è diventato un punto di riferimento certificato per tutti coloro che navigano sui social. Questo evento con la diretta FB del 10 giugno, rappresenta un altro capitolo importante del nostro progetto che insieme al sito www.unrespirodisalute.it e la pagina FB @unrespirodisalute diventa uno strumento in più attraverso cui continuare ad educare e informare in modo corretto cittadini. È importante prendere consapevolezza dell’importanza della prevenzione e cura delle patologie respiratorie delle alte e basse via aeree e della correlazione tra esse. È fondamentale imparare a distinguere i sintomi ma soprattutto a non sospendere le terapie prescritte, come l’aerosolterapia che rappresenta un valido aiuto nella gestione delle patologie acute e croniche delle vie respiratorie: l’alleanza terapeutica e il coinvolgimento multidisciplinare di specialisti in relazione diretta con il paziente anche pediatrico e la famiglia sono alla base del controllo e della cura delle patologie respiratorie”.