sanità

Sovraffollamento del pronto soccorso al Santo Stefano. Bugetti: «Manteniamo Usca e Girot anche dopo l’emergenza Covid»

«L’esperienza coronavirus ha ribadito che il territorio è importante. Va rafforzato con un supporto ai medici di base che faccia da raccordo con gli ospedalieri. L’obiettivo, dare risposte ai cittadini e decongestionare il pronto soccorso»

Sovraffollamento del pronto soccorso al Santo Stefano. Bugetti: «Manteniamo Usca e Girot anche dopo l’emergenza Covid»
Prato, 25 Giugno 2020 ore 16:12

In merito alle preoccupazioni per il sovraffollamento del pronto soccorso dell’ospedale  Santo Stefano di Prato espresse dalle consigliere comunali Sciumbata e Faltoni, la consigliera regionale Ilaria Bugetti (Pd): «Manteniamo Usca e Girot anche dopo l’emergenza Covid».

Sovraffollamento del pronto soccorso

«Mantenere quegli strumenti di collegamento tra ospedale e territorio che sono le Usca e i Girot anche dopo l’emergenza Covid».

È la proposta della consigliera regionale Pd Ilaria Bugetti a proposito delle prospettive della sanità toscana in generale e dell’area pratese in particolare.

«Condivido le preoccupazioni espresse dalle consigliere comunali pratesi Rosanna Sciumbata e Monia Faltoni in merito al sovraffollamento del pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano di Prato e credo che l’esperienza Covid ci abbia dimostrato ancora una volta che il territorio è importante e ci può aiutare a decongestionarlo – spiega Bugetti –. È per questo che ritengo sia necessario strutturare il territorio in maniera tale che, prima di dover ricorrere al pronto soccorso, i cittadini trovino le risposte di cui hanno bisogno tramite servizi che non siano quello dell’ospedale. In questo senso una soluzione efficace per supportare il grande lavoro dei medici di base, il cui ruolo è importantissimo e deve essere complementare a quello dei medici ospedalieri, come evidenziano anche le due consigliere, potrebbe arrivare proprio dalle Usca e dai Girot. Tramite un progetto organico pensato per rafforzare il lavoro sul territorio, queste strutture potrebbero essere mantenute al servizio dei territori e delle aggregazioni funzionali territoriali: un modo per fare tesoro degli insegnamenti che questo momento di difficoltà ci ha trasmesso».

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