POLITICA

Salvini a Prato, a distanza di un anno non ha fatto i numeri sperati LE FOTO

“Mi mancava la cittadina congolese a maledirmi, siamo tornati al processo alle streghe e a Savonarola. Mi è dispiaciuto che mi abbiano strappato il rosario che è la nostra storia, la nostra religione. Un atto di una violenza e di un arroganza che non merita risposta”.

Salvini a Prato, a distanza di un anno non ha fatto i numeri sperati LE FOTO
Prato, 10 Settembre 2020 ore 15:12

A distanza di un anno dalla scorsa visita a Prato, il senatore e leader della Lega Matteo Salvini è tornato in Piazza del Comune, per sostenere Susanna Ceccardi durante la campagna elettorale delle Regionali per le quali si voterà il prossimo 20 e 21 Settembre.
La piazza non si è riempita, nonostante le stime in crescita, non si sono ripetuti i numeri dell’anno scorso, sintomo di un elettorato sempre più fluido e imprevedibile.

La piazza non si è riempita

Cori da stadio precedono la salita sul palco del leader del carroccio sulle note di “Avrai Avrai” di Baglioni tra applausi anche “Nessun dorma” di Pavarotti. Un pubblico prevalentemente di over 60, donne e uomini, ingannano l’attesa cantando un repertorio di canzoni nazional-popolari.

Matteo Salvini è salito sul palco a Prato nella serata di mercoledì con mezz’ora di ritardo, dopo una giornata impegnativa con cinque comizi in giornata e l’aggressione subita a Pontassieve da parte di una ragazza congolese che gli ha strappato il rosario dal collo. Un gesto mirato nei confronti non di un simbolo ma di un soggetto accusato di strumentalizzare simboli religiosi in modo sistematico per fini elettorali. Salvini ha replicato ribaltando sapientemente l’accaduto a suo favore.

Il commento del leader della Lega

“Mi mancava la cittadina congolese a maledirmi, siamo tornati al processo alle streghe e a Savonarola. Mi è dispiaciuto che mi abbiano strappato il rosario che è la nostra storia, la nostra religione. Un atto di una violenza e di un arroganza che non merita risposta”. Odio e violenza -anche verbale- che tornano indietro come boomerang impazziti in campagne elettorali perenni venate di intolleranza e retoriche spudorate. Tra i temi principali: lavoro, sanità e scuola.

Non sono mancati gli attacchi alla ministra dell’istruzione Lucia Azzolina definita “una sciagura per la scuola italiana, una catastrofe per studenti e insegnanti”. Dal palco ha insistito “avete trovato i soldi per i monopattini cinesi trovate i soldi per i termo-scanner per misurare la temperatura ai figlioli”. Ha accusato Zingaretti di essere lontano dai problemi reali delle famiglie e non nasconde la delusione per non aver ricevuto un messaggio di solidarietà da Conte per l’aggressione subita. Salvini anche a Prato ha citato il voto operaio.

“Per la Toscana propongo un modello toscano, fondato sulla meritocrazia – continua- ho incontrato tanti operai delusi dalla sinistra e ingabbiati dalla legge fornero, li libererò” Una rottura sentimentale nelle storiche roccaforti rosse come la provincia pratese e fiorentina.

Ha spinto il comizio sulla concorrenza del lavoro cinese a Prato, sulle promesse irrealizzate degli avversari. In particolar modo attaccando il candidato governatore del centrosinistra Eugenio Giani sulle infrastrutture : “Nel 1989 prometteva la realizzazione dell’aeroporto a Firenze, dopo 31 anni propone le stesse cose che non ha realizzato. Vi dò la mia parola che se ci darete la fiducia lo faremo in meno di trent’anni”. L’applauso stavolta è decisamente meno sentito, il tema della nuova pista dell’aeroporto di Peretola (Firenze) resta ancora un tema caldo e divisivo per la cittadinanza pratese.

E’ passato poi alle liste d’attesa negli ospedali, al diritto alla salute dei cittadini costretti ad aspettare lunghi mesi prima di una visita. Non sono mancati riferimenti alla sfera familiare. Il Salvini “leader e papà” , infatti, il 3 ottobre dovrà presentarsi davanti al tribunale di Catania imputato con l’accusa di sequestro di persona: “Ho fatto quello che avevo promesso di fare, ho chiuso i porti, e vabbè andrò a processo da persona assolutamente serena e davanti al giudice mi dichiarerò colpevole di aver difeso l’Italia e il nostro onore di popolo”.

È poi la volta di Susanna Ceccardi, unica candidata donna a ricoprire il ruolo ed ex sindaca di Cascina, che insiste sulla manca delle infrastrutture e sul problema della gestione della sanità: “Hanno accentrato i servizi in tre Asl dimenticando i piccoli centri per coprire il buco di 440 milioni di euro spariti nel niente nelle asl di Massa e Siena.” Continua “lo stesso per i 7 milioni di euro spesi per l’acquisto di ventilatori polmonari mai arrivati e per le mascherine”.

Ha accusato il centrosinistra di non avere un programma concreto, di rappresentare un gruppo diviso al suo interno e rincarato la dose: “Sono divisissimi da Sinistra civica ecologista, al Pd, a Italia Viva non hanno idee e pensano di governare con l’immobilismo come hanno fatto fin’ora”. Ed è con Gianna Nannini e la sua “notti magiche” che si è conclusa la tappa pratese della campagna elettorale di Salvini, non prima di aver terminato la tradizionale maratona di selfie sul palco.

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