Calenzano

La mobilità sostenibile in città: il resoconto dell'incontro di Sinistra per Calenzano

Dopo la transizione energetica e la sfida della tutela e valorizzazione del suolo e del territorio, il terzo e ultimo argomento degli “Incontri per l’Ambiente” è stato quello della mobilità sostenibile e dei trasporti.

La mobilità sostenibile in città: il resoconto dell'incontro di Sinistra per Calenzano
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La mobilità sostenibile in città: il resoconto dell'incontro di Sinistra per Calenzano

Dopo la transizione energetica e la sfida della tutela e valorizzazione del suolo e del territorio, il terzo e ultimo argomento degli “Incontri per l’Ambiente”, affrontato lo scorso 18 giugno al Circolo ARCI La Vedetta di Settimello, è stato quello della mobilità sostenibile e dei trasporti.

Dopo la relazione di esperti e Associazioni la discussione fra i presenti è proseguita, con idee e proposte per contribuire alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della sicurezza e della qualità della vita, delle quali trovate un resoconto nel presente comunicato.

Le iniziative sono state promosse da EcoLobby, Assieme - ODV e Sinistra per Calenzano, con le adesioni di Circolo ARCI Il Molino, Casa del Popolo di Calenzano, Circolo ARCI La Vedetta, Circolo ARCI La Fogliaia, Circolo MCL Amici della Concordia, Circolo ARCI Le Croci, Comitato via Pertini via Faggi e dintorni, Gruppo Giuseppe Conte 2050-Amici 5 Stelle Calenzano, Unione Speleologica Calenzano e OrtoCollettivo Natura È-APS.

Il quadro della situazione e la sfida ambientale

I trasporti, producendo circa il 16% della CO2 emessa globalmente, rappresentano una delle emergenze ambientali più rilevanti e che deve essere affrontata con determinazione e lungimiranza, promuovendo l’uso dei mezzi pubblici, riducendo contemporaneamente il traffico privato, incentivando la mobilità “dolce” e convertendo il parco degli autoveicoli verso una massiccia elettrificazione.

In particolare, il 92% delle suddette emissioni deriva dai soli spostamenti su strada: dato rilevante per un Comune come Calenzano, che per la sua posizione subisce una grande quantità di traffico d'attraversamento sia in direzione nord-sud con l'Autostrada del Sole e la SP8 Barberinese, che in direzione est-ovest fra Prato e Firenze. Un Comune con molte frazioni, i cui residenti sono spesso costretti a muoversi in auto non avendo valide alternative.

È necessario e urgente superare un modello di mobilità che impone di avere un mezzo di trasporto a motore per ciascun abitante. Anche l’evoluzione tecnologica sembra ormai rendere possibile una rivoluzione nel settore che può garantire il diritto alla mobilità per tutti senza inquinare.

D’altro canto i mezzi pubblici faticano a sopperire a questo bisogno di mobilità soprattutto in un territorio come il nostro, con ritardi storici nell’organizzazione del servizio di trasporto pubblico, complice il mancato decollo del servizio Metropolitano di superficie sulla tratta ferroviaria. Problemi che si sono aggravati con l’infelice esordio della nuova compagnia Autolinee Toscane, che ha ulteriormente minato l’affidabilità del servizio a causa delle frequenti disfunzioni subite dagli utenti.  La politica su scala metropolitana e regionale continua ad avere come priorità il potenziamento dello scalo di Peretola invece che investire, ad esempio, nella rete ferroviaria regionale, realizzando finalmente un collegamento ad alta velocità con l’aeroporto di Pisa e la cosiddetta metropolitana di superficie fra Firenze e Pistoia con l’adeguamento delle stazioni d’interscambio modale ad esse collegate.

Mobilità ciclabile

Mezzo di trasporto ecologico per eccellenza, ma anche un modo per spostarsi e godersi ad un ritmo diverso il nostro territorio, la bicicletta e la mobilità ciclabile sono stati protagonisti di una buona parte dell’iniziativa.

In un contesto urbano quale il nostro, prevalentemente pianeggiante, la bicicletta sarebbe la soluzione ideale per ridurre i piccoli spostamenti in auto, cercando di usarla anche per le tratte casa-scuola/lavoro, consentendo così anche di risparmiare tempo. Chiaramente l’utente deve essere nelle condizioni di poter utilizzare il mezzo agevolmente e in sicurezza, con piste ciclabili adeguate: le piste ciclabili di tipo “turistico”, in terra battuta o peggio in brecciolino, sono poco adatte all’uso quotidiano.

La pista ciclabile, d’altra parte, agevola e protegge altri utenti vulnerabili della strada, come ad esempio chi usa passeggini o carrozzine, migliorando l’accessibilità cittadina. Già in fase di progettazione degli spazi urbani si deve prevedere di lasciare spazi adeguati alle piste ciclabili, riducendo al minimo le strettoie o le interruzioni; si deve inoltre lavorare per istituire e diffondere una cultura del rispetto e della “pacifica convivenza” fra gli autisti, i ciclisti e gli altri utenti della strada.

In questo senso, la possibilità di istituire le “corsie urbane ciclabili” previste dal nuovo codice rappresenta una possibilità in più per la piena legittimazione della bicicletta nello spazio stradale; sullo stesso piano anche la realizzazione delle “zone 30” e delle zone scolastiche, da considerare come aree a prevalente mobilità dolce, ripensando gli spazi urbani anche per valorizzare il tessuto commerciale locale.  Su questo condividiamo le previsioni del PUMS, che devono essere applicate, promuovendo contemporaneamente la cultura della mobilità dolce.

Coordinandosi con gli altri Comuni e recuperando una progettualità più vasta, è necessario realizzare una rete primaria, lungo gli assi viari principali o seguendo il reticolo idrologico, che agisca da collettore per i flussi di traffico ciclabile attraverso la Piana, estendendola poi a punti di interesse, frazioni, luoghi di aggregazione, di studio e di interscambio, centri commerciali. Necessario programmare adeguatamente i lavori, investire sulla promozione, istituire una segnaletica opportuna.

Per quanto riguarda il bike sharing, sarebbe utile che nella Piana ci si adoperasse per adottare un unico gestore, in modo da poter circolare liberamente fra Comuni diversi, con idonei punti di parcheggio che agevolino il trasporto intermodale. Un servizio limitato al solo territorio comunale può forse avere un’applicazione turistica, se ben implementata, ma difficilmente può sopperire alle necessità di spostamento quotidiane.

Si valuta positivamente la proposta avanzata dalla maggioranza in Consiglio comunale che prevede l’attivazione di misure per incentivare il “bike-to-work”, concertandosi con aziende, attività commerciali e Comuni limitrofi.

Si valuta positivamente anche il progetto “scuola sicura insieme” e le relative iniziative realizzate in collaborazione con la Polizia Municipale nelle scuole, con la consegna del patentino per la bici alla scuola dell'infanzia. Con lo stesso spirito, si suggerisce di valutare la possibilità, visto il successo del “Piedibus” per le scuole elementari, di replicare l’iniziativa per le scuole medie, attivando un “Ciclobus”, che educhi all’uso quotidiana della bicicletta.

È stata dedicata una riflessione anche ai monopattini elettrici, che rappresentando un’importante fetta dei mezzi dedicati alla micromobilità, anche condivisa, e costituiscono un nuovo elemento non trascurabile del traffico urbano comunque da incentivare pur facendo rispettare le nuove nome di circolazione in sicurezza di tali veicoli.

Trasporto pubblico locale

Il passaggio ad Autolinee Toscane sembra aver peggiorato le condizioni del trasporto pubblico locale: vengono segnalate frequentemente corse saltate, non garantendo quindi agli utenti un servizio affidabile e veloce. Anche dal punto di vista delle tratte coperte ci sono disagi soprattutto verso le frazioni e i comuni che non rientrano nella prima fascia metropolitana.

Una possibile soluzione, liberando chilometri su gomma per poter incrementare i servizi autobus nelle frazioni e rendendo più frequenti le corse, è il potenziamento di un efficace servizio di metropolitana di superficie, con corse di treni frequenti e cadenzate per collegare le stazioni della Piana - da Pistoia a Firenze S.M.N. e a Campo di Marte, ma anche verso Lastra a Signa e Empoli - fra di loro e per interfacciarsi alla rete tramviaria fiorentina, nonché la realizzazione di efficaci hub di scambio intermodale come quello che dovrà essere realizzato presso la stazione del Pratignone. Parallelamente, sarà necessario garantire che le stazioni metropolitane vengano riqualificate diventando un luogo sicuro ed accogliente per l’utenza a tutte le ore.

L’esperienza del Biglietto Unico Metropolitano, titolo unico di viaggio per viaggiare su bus, treni e tram nell’agglomerato urbano fiorentino, va resa definitiva ed estesa per raggiungere sia Prato e Pistoia che per coprire i territori extraurbani, così da incentivare l’uso dei mezzi pubblici attraverso un servizio soddisfacente ad un prezzo accessibile.

Occorre mettere in atto anche nel nostro Paese politiche coraggiose e lungimiranti di sostegno alla domanda di TPL. Si stanno spendendo risorse enormi per ridurre le accise sui carburanti, poco e niente si fa per incentivare il trasporto pubblico. Da questo punto di vista, si è rivelata un’ottima esperienza quella della Germania, che con il suo abbonamento mensile unico per treni, bus e tram a 9€ nel mese di giugno ha venduto 21 milioni di biglietti, decongestionando il traffico in gran parte delle proprie città: un risultato impressionante da cui prendere ispirazione. In Francia, invece, per incentivare l’uso delle ferrovie in sostituzione degli aerei e prevenire inquinamento innecessario, sono stati eliminati i voli corti coperti dalle tratte TAV: la possibilità di collegare con treni ad alta velocità Firenze e Pisa rappresenta una più che valida alternativa all’allargamento dell’aeroporto di Peretola.

Si evidenzia infine il problema di grandi aziende presenti a Calenzano nel dover gestire, spesso attraverso strade strette e condivise con altre attività, i flussi di centinaia di persone allo stesso orario, problema che si ripercuote sul servizio di trasporti pubblico che difficilmente può gestire questi flussi così concentrati. L’implementazione del carpooling e la condivisione delle tratte di lavoro su mezzo privato potrebbero alleviare parzialmente il problema. È comunque necessario e auspicabile che le autorità competenti e i portatori d’interesse, anche a livello intercomunale, si attivino per dar vita ad una cabina di regia, collaborando con aziende locali e servizi di trasporto per potenziare le corse negli orari critici e contemporaneamente diluire nel tempo il flusso di utenti. Si è registrata la disponibilità dei rappresentanti sindacali e aziendali intervenuti all’iniziativa a muoversi in tale direzione.

È stato ribadito anche il ruolo cruciale che le Amministrazioni possono svolgere per contenere il traffico in fase di pianificazione urbanistica, evitando di implementare previsioni e nuova attività sulle arterie già adesso fortemente congestionate. Le città, inoltre, dovrebbero iniziare fin da adesso a immaginare un futuro non troppo lontano di auto e navette autonome, riprogettando di conseguenza i propri spazi.

Mobilità elettrica

L’elettrificazione della mobilità privata costituisce ormai un futuro ineluttabile a cui occorre prepararsi recuperando per quanto possibile i ritardi accumulati dal nostro Paese, attardato su un settore industriale dell’auto ancora incentrato sulla produzione di veicoli endotermici, accelerando il più possibile la transizione del nostro sistema produttivo e cercando di minimizzarne i costi sociali.

Per poter consentire un passaggio massiccio ai mezzi elettrici, è necessario creare una rete diffusa di punti di ricarica. Interessante in questo senso la possibilità di implementare un servizio di ricarica ai pali dell’illuminazione stradale.

L’implementazione degli impianti di energie rinnovabili finalizzati all’autoconsumo, in particolare anche attraverso le Comunità Energetiche Rinnovabili, costituisce per privati ed aziende un’interessante opportunità per risparmiare sulla ricarica dei veicoli elettrici, alimentandoli con fonti rinnovabili. Si è registrata in tal senso la disponibilità dell’azienda intervenuta all’incontro ad impegnarsi in questo ambito, installando ad esempio colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, alimentate dai pannelli fotovoltaici di proprietà aziendale.

Per poter consentire l’adozione diffusa del mezzo elettrico, è necessario creare una rete diffusa di punti di ricarica: interessante in questo senso la possibilità di implementare un servizio di ricarica ai pali dell’illuminazione stradale.

Il passaggio alla mobilità elettrica rappresenta già oggi - anche grazie agli incentivi - un vantaggio da un punto di vista economico, considerando non solo il prezzo di acquisto ma anche consumi e manutenzioni. Molte regioni e comuni hanno messo in campo ulteriori misure per incentivare tale passaggio.

Le nuove tecnologie tuttavia trovano applicazioni che vanno oltre la semplice elettrificazione dei veicoli, aprendo prospettive promettenti per servizi di mobilità sempre più flessibili e personalizzati. In particolare i sistemi di guida autonoma già oggi consentono sperimentazioni di servizi navetta a chiamata in ambito urbano che prefigurano un futuro in cui il diritto alla mobilità possa essere soddisfatto senza necessariamente essere proprietari di veicoli, con tempi di spostamento più brevi, con riduzione della necessità di spazi di sosta.

Un futuro da costruire mettendosi in rete con gli altri comuni metropolitani ed agganciandosi alle più avanzate sperimentazioni già in atto nel nostro Paese".

 

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