DALL'INTERNO

Il cuore pulsante di Poste in Toscana è il Centro Smistamento di Sesto Fiorentino

Il direttore dello stabilimento, il responsabile e i dipendenti raccontano questo periodo intenso.

Il cuore pulsante di Poste in Toscana è il Centro Smistamento di Sesto Fiorentino
Piana Fiorentina, 19 Giugno 2020 ore 08:19

L’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, nei giorni scorsi ha dichiarato: «L’emergenza sanitaria ha avuto conseguenze pesanti anche per il gruppo, ma è stata l’occasione per una crescita importante di due aree di attività: l’ecommerce e il digitale, con l’accelerazione dei trend previsti dal piano industriale 2018-2022».

Il cuore pulsante di Poste in Toscana

Al centro smistamento di Poste Italiane che si trova a Sesto Fiorentino, cuore pulsante per tutti i pacchi in transito per la Toscana, si lavora da sempre con impegno e passione, a maggior ragione nel periodo di lockdown che ha visto in Italia un incremento di acquisti online non indifferenze.
Più che raddoppiati i pacchi consegnati da Poste Italiane in tutta la Toscana.
Nel mese di aprile in tutta la regione, infatti, si è registrato un incremento del 110% dei pacchi e-commerce consegnati rispetto allo stesso periodo del 2019, con picchi del 282% nella provincia di Prato. A livello nazionale da gennaio a marzo sono stati recapitati 38 milioni di pacchi, con un incremento di circa il 10% sullo stesso trimestre dello scorso anno, determinato soprattutto dal +26% derivante dal comparto e-commerce.
Un cambiamento rivoluzionario per l’Italia, fino ad ora uno dei fanalini di coda in Europa nel commercio online, settore nel quale Poste Italiane si conferma fra i leader del mercato, grazie ai suoi servizi, ai suoi mezzi e alle sue persone.

I numeri

L’Azienda grazie alla propria capillarità e all’efficienza della rete distributiva, che può contare in tutta Italia su circa 27 mila portalettere, 33.500 mezzi e oltre 1.800 centri di distribuzione, di cui 52 distribuiti su tutte le province della Toscana, è riuscita a far fronte alle nuove esigenze del mercato, e degli italiani ed è oggi pronta a sfidare il nuovo contesto facendo leva sulle sue caratteristiche di azienda sistemica, dorsale fondamentale per la continuità operativa del Paese. Alcuni studi hanno evidenziato come nei primi quattro mesi dell’anno, con i negozi chiusi e la popolazione invitata a restare a casa, i settori maggiormente trainati dal commercio online siano stati, dopo ovviamente quello alimentare, quello dell’intrattenimento (+112%), della tecnologia (+64%) e degli accessori domestici (+29%).
Per la Toscana il cuore pulsante di questo risultato è il Centro Smistamento di Sesto Fiorentino, dove transitano circa 800 persone al giorno, che con i suoi tre turni di lavorazione effettua la raccolta corrispondenza da tutta Italia e da cui ripartono, pronti per essere consegnati, lettere e pacchi per la Toscana e l’Umbria.

Le testimonianze dall’interno

Ci racconta la sua testimonianza Franco Leo, 58 anni, che vanta tra l’altro un’esperienza da responsabile logistica e trasporti dell’Olimpiade di Torino 2006, dal 2009 in Poste e da settembre scorso direttore del Centro Smistamento più grande della Toscana:

«Mi piace immaginare questo stabilimento come il cuore delle lavorazioni postali, che attraverso i suoi battiti alimenta tutte le diramazioni. Anche nella fase più difficile dell’emergenza sanitaria, lo stabilimento non si è mai fermato, i lavoratori hanno supportato tutte le attività, lavorando costantemente. Tutti hanno dimostrato un grande senso di responsabilità: la sede è un ambiente ristretto, i colleghi hanno lavorato sfidando se stessi, il senso di appartenenza unito all’attivazione dei protocolli di sicurezza alla fine ha prevalso sul resto».

All’interno del Centro Smistamento sono stati infatti attivati, fin da subito e in ogni reparto, i protocolli di sicurezza: sono stati adeguati gli spazi per rispettare il distanziamento sociale e le lavorazioni mediante segnaletica specifica, è stata ridotta la capienza degli ascensori e del numero di accessi contemporanei negli spogliatoi, è stato installato un termoscanner per verificare in tempo reale la temperatura corporea, nei punti di contatto sono stati installati plexiglass e schermi protettivi mentre in tutti i punti strategici colonnine di gel igienizzante; sono state inoltre effettuate le sanificazioni degli ambienti e l’igienizzazione dei mezzi di trasporto e delle postazioni di lavoro e tutti i punti di contatto vengono sanificati quotidianamente, infine guanti e mascherine vengono distribuiti al personale.
«Un discorso a parte è stato fatto per l’applicazione dei protocolli di sicurezza nelle aree di maggior socialità: a parte il servizio bar che è stato chiuso immediatamente, per venire incontro alle esigenze dei colleghi abbiamo mantenuto attivi alcuni servizi. Così è’ stato ridotto il numero degli accessi e dei posti a sedere della mensa aziendale e sono state istallate delle colonnine con il gel igienizzante nei pressi delle aree break. E’ rimasta sempre disponibile la navetta di collegamento con le due maggiori stazioni di Firenze, Santa Maria Novella e Rifredi, per non esporre il personale al disagio dell’utilizzo dei mezzi pubblici.
Queste attenzioni hanno inciso in maniera positiva sull’umore dei colleghi e lentamente stiamo assistendo ad un graduale ritorno alla “normalità”», ha concluso Franco Leo.

Entra nel dettaglio dei numeri Guglielmo Polerà, 41 anni, in azienda dal 2005, una carriera da responsabile recapito in vari Centri della Toscana e da tre anni responsabile produzione del Centro di Firenze.

«Il mio ruolo, quello di responsabile produzione del Centro smistamento, è quello di coordinare i vari reparti, coniugando l’aspetto della gestione del personale e delle attrezzature in modo da garantire le consegne nel rispetto dei tempi e degli indicatori di qualità.
Sicuramente in questo periodo ciò che ha colpito la nostra attenzione è stato l’incremento dei volumi, soprattutto quelli relativi alla lavorazione dei pacchi, abbiamo sostenuto questi aumenti considerevoli gestendoli grazie alla grande responsabilità e professionalità dei nostri addetti.
I pacchi che arrivano al Centro smistamento vengono lavorati tutti a mano dal nostro personale altamente qualificato, con il supporto dei nostri sistemi di tracking utilizzati in modalità doppio check e verifica. Le lavorazioni si sviluppano principalmente di notte, su sei giorni, a partire dalla domenica notte fino al venerdì: questo ci consente di poter effettuare le consegne ai clienti anche il sabato mattina, grazie alla capillarità della nostra rete che riesce a coprire fino a 120 collegamenti giornalieri, dislocati su due reti distinte.
Da tempo abbiamo notato un trend legato allo sviluppo dell’e-commerce: abbiamo registrato il picco delle nostre lavorazioni la domenica notte, segno che in molti approfittano del weekend per effettuare gli acquisti online, che vengono da noi recapitati il lunedì, rispettando le esigenze del cliente: i pacchi possono essere consegnati a casa, in ufficio o in fermo deposito presso gli uffici postali o i lockers, distribuiti ormai in diversi punti delle nostre città.
In Toscana e Umbria, già nel primo trimestre 2020, avevamo riscontrato un aumento dei volumi di circa il 40%, rispetto al periodo dell’anno precedente. Con il lockdown questi dati sono esplosi fino a diventare il 110% nel mese di aprile. Per fare un esempio pratico ogni notte lavoriamo circa 130 metri di lunghezza di bancali estesi di pacchi».

Il lavoro

Con emozione pone l’attenzione al rapporto tra colleghi Venera Cinnirella, chiamata da tutti affettuosamente Laura, 44 anni, entrata in Poste nel 2007 proprio al Centro Smistamento di Sesto Fiorentino, oggi capoturno corrispondenza 1.

«Qui al Centro Smistamento lavoriamo in due aree distinte: ci sono colleghi applicati agli impianti, in cui attraverso sofisticati macchinari viene smistato il 95% della corrispondenza ed altri colleghi che effettuano una lavorazione manuale, incasellano cioè la posta proveniente dalle cassette rosse e dagli uffici postali e diretta a tutta la Toscana e nei vari centri d’Italia.
Gli operatori applicati alla lavorazione manuale, ancora oggi timbrano a mano oggetto per oggetto tutta la corrispondenza su cui è stato apposto un francobollo, è un’operazione di grande manualità a cui bisogna prestare molta attenzione.
Con l’introduzione delle disposizioni aziendali abbiamo percepito subito la gravità della situazione: la prima preoccupazione è stata quella di contagiare i nostri cari rimasti a casa, ci sono stati giorni in cui all’uscita del Centro fuori c’era il vuoto assoluto, questo aspetto ci ha molto colpiti.
Ma a partire dai capoturno e caposquadra, abbiamo sviluppato una responsabilità che ha coinvolto progressivamente tutti i colleghi, ci siamo resi conto che avevamo un unico obiettivo e ci incoraggiavamo a vicenda per raggiungerlo. E’ scattato tra di noi anche una sorta di controllo sociale: se accidentalmente un collega sposta la propria mascherina, viene subito invitato dagli altri a sistemarla. Solo il 4 maggio con la fine del lockdown ho avuto un senso di ritorno alla “normalità”: adesso il mio sogno è quello di vivere in libertà senza pensare al virus».

Poste Italiane, leader anche nei servizi dei pagamenti digitali, registra un altro importante incremento: in tutta la Toscana sono già state attivate nei primi mesi dell’anno 837mila carte PostePay, ideali per gli acquisti online in totale sicurezza.
Per tutti i possessori di una carta PostePay è inoltre possibile scaricare la nuova APP PostePay, grazie alla quale ricaricare la propria carta e tenere traccia dei movimenti e del saldo, pagare contactless, fare bonifici o trasferire denaro, anche all’estero, fare rifornimento di carburante, pagare la sosta sulle strisce blu e acquistare il biglietto della metro.

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