POLITICA

Lega di Firenze: “Zona arancione, flagello per l’economia”

"Firenze e tutta la sua provincia hanno subito già tutti i nefasti contraccolpi a causa del mancato arrivo di turisti, e gli esercenti scontano sulla loro pelle ogni giorno una situazione che sta portando sempre persone, e famiglie alla disperazione".

Lega di Firenze: “Zona arancione, flagello per l’economia”
Firenze, 10 Novembre 2020 ore 09:39

“L’essere in zona arancione, deve portare tutti noi a riflettere seriamente oltre alle importanti implicazioni conseguenti la diffusione del virus anche al flagello che significherà per l’economia locale già in sofferenza ed al collasso. Firenze e tutta la sua provincia hanno subito già tutti i nefasti contraccolpi a causa del mancato arrivo di turisti, e gli esercenti scontano sulla loro pelle ogni giorno una situazione che sta portando sempre persone, e famiglie alla disperazione. Albergatori, ristoratori, baristi, tassisti, commercianti, palestre centri benessere, non c’è una categoria che non stia risentendo in questo momento della situazione”.

Le parole del segretario provinciale della Lega Alessandro Scipioni

“La sofferenza sociale è ormai dovunque. Non possiamo assolutamente far finta che non ci sia un’emergenza parallela che rischia di scatenare una crisi senza precedenti. In un momento così triste dalla ruota panoramica che l’amministrazione cittadina voleva realizzare si sarebbe solo potuto osservare la disperazione di un declino che appare inarrestabile.

C’è bisogno di dare risposte concrete, azzerare i tributi, fare pressioni sul Governo affinché ci siano aiuti effettivi e venga erogata liquidità in breve tempo sui conti di tutte quelle piccole e medie attività che stanno andando al collasso. Bisogna sostenere le nostre partite IVA, che sono la vera speranza di questo paese. Se lasciamo morire chi crea ricchezza uccidiamo Firenze e l’Italia.

Soltanto se le istituzioni, fiorentine e nazionali sapranno capire ed affrontare la crisi economica che sta arrivando potremmo evitare l’esplosione di una bomba sociale di proporzioni catastrofiche. Oggi servono misure efficaci, risolutive anche per tutte quelle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, per tutti quegli imprenditori che rischiano di chiudere le loro aziende e per tutte quelle categorie che hanno bisogno di tornare a guadagnare”.

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