IMPRESA DONNA

Il plauso di Martina Gucci (presidente Impresa Donna Prato Confesercenti) al comune e Sindaco di Prato

“Bravo Comune di Prato. Bravo Sindaco Biffoni. Agevolare leimprenditrici in gravidanza può rappresentare un esempio da seguire anche dalla Regione Toscana e dal Governo”

Il plauso di Martina Gucci (presidente Impresa Donna Prato Confesercenti) al comune  e Sindaco di Prato
Economia Prato, 13 Maggio 2021 ore 14:04

Martina Gucci, presidente Impresa Donna Prato Confesercenti “Bravo Comune di Prato. Bravo Sindaco Biffoni. Agevolare le imprenditrici in gravidanza può rappresentare un esempio da seguire anche dalla Regione Toscana e dal Governo”.

Il plauso di Martina Gucci

Martina Gucci, presidente Impresa Donna Prato Confesercenti, plaude all’operato dell’Amministrazione Comunale, dichiarando quanto segue:

"Abbiamo appreso con grande soddisfazione che nel bando del Comune di Prato per i ristori alle imprese a causa Covid che è stato pubblicato nei giorni scorsi è stato introdotta una norma da noi fortemente richiesta. Infatti all’art.2 comma 11 si evidenzia che in caso in cui un professionista/un’impresa non abbia potuto svolgere la propria attività nell’annualità 2019, può comparare i corrispettivi/il fatturato dell’anno 2018, se interamente lavorato, con quello dell’annualità 2020, al fine di attestare la percentuale (%) di riduzione esclusivamente se lo svolgimento dell’attività nell’annualità 2019 non è stato possibile per una delle casistiche di seguito indicate: per malattia certificata, per gravidanza o puerperio, per assistenza a figli minori con handicap gravi. Questo permette alle imprenditrici titolari di azienda di poter accedere al contributo anche se nel 2019 hanno dovuto interrompere la loro attività a seguito della propria gravidanza.

Bravo Comune di Prato. Bravo Sindaco Biffoni. Questa scelta del Comune di Prato può rappresentare un esempio da seguire anche dalla Regione Toscana e dal Governo ma allo stesso tempo è necessario che questo tema entri con maggior forza nel dibattito pubblico affinché si arrivi a individuare forme più incisive di sostegno alle imprenditrici in gravidanza. Allo stato attuale le misure agevolative al riguardo sono assolutamente insufficienti. Le donne, anche nel nostro territorio, sono state poco associate alle figure imprenditoriali, conseguenza del fatto che gli uomini vengono considerati ancora come i leader aziendali predefiniti. Ma oramai, e da anni, non è più cosi. In particolare nel commercio le imprese rosa sono oltre il 50% del totale.

La gestione della diversità è una cosa giusta da fare. Che l’uguaglianza di genere non sia solo un diritto umano fondamentale ma anche una tematica legata alla performance complessiva di ciascuna azienda e di ogni paese è una consapevolezza oggi sempre più radicata. Una stima equilibrata delle donne come figure fondamentali non solo nella vita privata ma anche in campo lavorativo rappresenta un punto focale per l’intera economia. La parità di genere, infatti, è una questione centrale nel mondo attuale. Nonostante il tema sia allarghi a largo spettro in molti ambiti, è evidente la particolare rilevanza che assume soprattutto nell'economia di un’azienda commerciale.

Da una analisi che abbiamo fatto tra le imprese associate a Confesercenti Prato abbiamo notato che la maggioranza di donne imprenditrici avvia la propria carriera lavorativa e attiva la propria propensione imprenditoriale più tardi rispetto agli uomini. Questa circostanza probabilmente nasce dal fatto che le donne solo in età più avanzata sono in grado di sviluppare una maggiore sicurezza delle proprie capacità e potenzialità, mentre gli uomini, con meno impegni di natura familiare che ostacolano il loro avanzamento di carriera, si dedicano all’imprenditorialità molto prima.

La conciliazione del lavoro con i tempi di vita è un aspetto da sempre molto difficoltoso da affrontare per tutte le donne. La loro possibilità di accedere e mantenere un’occupazione soddisfacente è condizionata da alcuni fattori, come il ruolo di genitore e il mantenimento della casa più di quanto ciò non avvenga tra gli uomini. La presenza di figli, ad esempio, richiede alle donne il ricorso a delle strategie in grado di conciliare il lavoro con gli aspetti della vita quotidiana. Uno dei punti critici nel nostro Paese è costituito proprio dalla nascita dei figli, momento che rappresenta una fase molto delicata rispetto alla condizione lavorativa delle donne.

Per una donna avere un lavoro e, contemporaneamente, un figlio non è un compito facile, anzi è un sovraccarico di lavoro che, alcune volte, le pone di fronte a delle scelte fondamentali, come scegliere se continuare a fare impresa o smettere per dedicarsi ai figli e alla casa. Si stima che il 40,8% delle lavoratrici donne dichiara di aver abbandonato il lavoro dopo la nascita del primogenito. Saper comprendere le rinunce e le difficoltà a cui vanno incontro le donne nella loro vita lavorativa permette di far emergere con chiarezza come le responsabilità famigliari incidano suoi loro percorsi imprenditoriali.

Nel caso di un welfare debole ed incerto, le conseguenze appaiono preoccupanti. La norma che il Comune di Prato ha inserito, anche su richiesta della Confesercenti, va invece nella direzione di riconoscere la maternità un grande valore sociale, e se mi è permesso dirlo, anche imprenditoriale".