Il gotha dei bar fiorentini si dà appuntamento per serrare i ranghi

L’ipotesi della Confcommercio, tra le tante che saranno analizzate durante la riunione del 28 gennaio, è anche quella di aprire una “scuola professionale del caffè”.

Il gotha dei bar fiorentini si dà appuntamento per serrare i ranghi
Firenze, 24 Gennaio 2020 ore 14:18

Il gotha dei bar storici e più ‘glamour’di Firenze e provincia si darà l’appuntamento martedì 28 gennaio 2020 alle ore 16 al Grand Hotel Baglioni (in piazza dell’Unità Italiana 6) per partecipare agli Stati Generali della Caffetteria.

Il gotha dei bar fiorentini

Un summit voluto dalla Confcommercio fiorentina, che dopo aver fatto il punto con i ristoratori, ad un anno di distanza dalla prima convocazione degli Stati generali della Ristorazione, ora chiama a raccolta anche i titolari dei ‘caffè’ per delineare il quadro del settore, che in questi anni sta vivendo una profonda revisione.

“Il comparto del “fuori casa”, bar compresi, è in netta crescita, grazie al cambiamento degli stili di vita degli italiani – che sempre più spesso per lavoro o altri motivi mangiano fuori casa – ma anche per la crescita del turismo, come accade a Firenze”, spiega il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, che avrà il compito di moderare l’incontro insieme ad Aldo Cursano, vicepresidente vicario nazionale e presidente regionale della Fipe, la federazione italiana dei pubblici esercizi.

Bar aprono mentre chiudono i negozi di vicinato

“Lo dimostra il centro storico di Firenze, dove l’apertura di bar e ristoranti negli ultimi dieci anni ha sopperito alla chiusura dei negozi di vicinato, per una città sempre più a misura di turisti e meno di residenti”, prosegue Marinoni, “il fatto è che, complice la liberalizzazione e la relativa facilità con cui oggi si può aprire un locale, il boom dei pubblici esercizi non sempre si è accompagnato con una vera crescita qualitativa. Vi si sono affacciati anche imprenditori improvvisati, che, per quanto abbiano vita breve, per il tempo che resistono inquinano il mercato facendo concorrenza alle imprese storiche e confondendo le acque al consumatore”.

Serrare i ranghi

Da qui nasce, secondo Confcommercio, la necessità di serrare i ranghi per chi opera nei pubblici esercizi all’insegna della massima professionalità: “ecco perché abbiamo chiamato agli Stati Generali rappresentanti di eccellenza delle caffetterie più illustri del fiorentino: da quelle storiche come il Caffè Paszkowski o Gilli, fino al “recuperato” Giubbe Rosse che a maggio riaprirà con nuove proprietà e gestione, poi nuovi locali di tendenza come Ditta Artigianale, che si è appena aggiudicata il premio Barawards 2019 come miglior caffetteria d’Italia. Sarà un’occasione per analizzare insieme la situazione attuale del settore, che insieme a quello ristorativo resta il fiore all’occhiello della proposta turistica toscana, tanto più che le caffetterie storiche sono tra i principali elementi di attrazione di Firenze per i turisti, insieme a musei, monumenti e ristorazione”.

“Vogliamo difendere quel modello di accoglienza dell’Italian bar che ha fatto scuola in tutto il mondo e che ora viene messo in discussione da chi si improvvisa in un mestiere che richiede invece grande competenza e preparazione”, interviene il presidente di Fipe Toscana Aldo Cursano, “le caffetterie sono per eccellenza i luoghi delle relazioni, di una condivisione democratica e trasversale. Vedersi con gli amici per un caffè, fare colazione leggendo i quotidiani, scambiare due chiacchiere sull’attualità, essere accolti con un sorriso dal barista: sono piccoli gesti che caratterizzano la qualità del nostro vivere quotidiano. I consumatori hanno però diritto ad avere il massimo dall’esperienza in caffetteria. Così, dopo anni passati a parlare di qualità nella ristorazione, vogliamo rimettere i puntini sulle i anche nel settore della caffetteria, dove il professionista attento deve avere il controllo di tutto il processo lavorativo e produttivo necessario per servire il vero espresso italiano”.

Scuola professionale del caffè

L’ipotesi della Confcommercio, tra le tante che saranno analizzate durante la riunione del 28 gennaio, è anche quella di aprire una “scuola professionale del caffè”. “Per noi italiani è un valore identitario che dobbiamo salvaguardare”, dice Cursano.

All’incontro parteciperà anche Luciano Sbraga, direttore dell’ufficio studi della Fipe(Federazione Italiana Pubblici Esercizi) -Confcommercio nazionale, l’associazione leader nel settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo, nel quale operano più di 300 mila aziende in Italia, per un totale di circa 1 milione di addetti ed un valore aggiunto di oltre 40 miliardi di euro. Interverranno anche il presidente di Format Research Pier Luigi Ascani, che presenterà una indagine congiunturale sui bar fiorentini, poi l’imprenditore Francesco Sanapo, pluripremiato campione italiano di caffè e “coffee lover”, che presenterà il progetto di una scuola di formazione sul caffè, preziosa per i locali in continua ricerca di personale qualificato. Infine, ciliegina sulla torta, gli esperti di The Data Appeal Company metteranno a disposizione delle caffetterie presenti una App che, in tempo reale, permetterà loro di conoscere la propria web reputation, ovvero come i clienti italiani e stranieri parlano di loro su social e siti vari.

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