CRONACA

Gkn, Acli Toscana: "Il Governo studi misure preventive per evitare nuovi drammatici casi"

Il presidente regionale Giacomo Martelli: "La garanzia del lavoro oggi deve essere la priorità assoluta del nostro Paese"

Gkn, Acli Toscana: "Il Governo studi misure preventive per evitare nuovi drammatici casi"
Economia Piana Fiorentina, 13 Luglio 2021 ore 15:21

 "La vicenda Gkn è uno schiaffo dolorosissimo che deve far prendere coscienza alle istituzioni. Oggi occorrono misure preventive per evitare nuovi drammatici casi sul territorio. La garanzia del lavoro oggi deve essere la priorità assoluta del nostro Paese. E' stato convocato un tavolo al ministero dello Sviluppo economico. Una scelta giusta e doverosa, perché il caso di Gkn è il simbolo di una situazione che potrebbe ripetersi in altre fabbriche della Toscana e pure a livello nazionale se non viene dato un messaggio forte e concreto". Lo afferma Giacomo Martelli, presidente di Acli Toscana.

I pericoli

"Va scongiurato il pericolo dell'emulazione. Trattiamolo come un problema italiano a lungo termine, che potrebbe accentuarsi quando terminerà per tutte le imprese il blocco dei licenziamenti. Bisogna accettare che non si tratta solo del comportamento riprovevole di una singola azienda, ma c'è un sistema legislativo che non è in grado di evitare questa realtà. La delocalizzazione, inaccettabile, è un rischio da considerare con aziende straniere orientate al profitto e per cui occorrono contromisure. Non possiamo permettere di giocare con la vita e la dignità dei dipendenti, a cui oggi va tutta la nostra vicinanza e solidarietà".

"Serve che il Governo valuti penali importanti contro chi adotta queste strategie e al tempo stesso che lavori per rafforzare le relazioni diplomatiche tra Paesi. Dall'altra parte però - aggiunge Martelli - va reso più allettante il nostro Paese: dare un terreno fertile alle aziende per incentivarle a venire e restare, senza bisogno di guardare altrove. Capiamo le motivazioni dietro queste scelte. Perché, appunto, non si tratta di un fallimento, ma di delocalizzazione. Non possiamo limitarci a reagire con rabbia e rigetto, ma dobbiamo studiare a fondo le necessità delle imprese per sgravare le loro difficoltà".