INCREDIBILE

Dall’Inps pioggia di avvisi di irregolarità alle imprese, Confartigianato Firenze: “E’ una cosa allucinante”

Ferretti: "E’ vero che i contributi di aprile in origine scadevano il 16 maggio, ma c'è un decreto che dice che il 16 maggio non scadono più"

Dall’Inps pioggia di avvisi di irregolarità alle imprese, Confartigianato Firenze: “E’ una cosa allucinante”
Firenze, 16 Luglio 2020 ore 16:15

Da stamani tante aziende, a Firenze e non solo, hanno cominciato a ricevere dall’Inps avvisi di irregolarità che comprendono sanzioni e interessi sul mancato versamento dei contributi previdenziali del mese di aprile, la cui scadenza però era stata rinviata.

Dall’Inps pioggia di avvisi di irregolarità alle imprese

“E’ una cosa allucinante”, attacca Jacopo Ferretti, segretario generale di Confartigianato Imprese Firenze, che rilancia le segnalazioni arrivate da tante piccole aziende del territorio.

“Nel mese di aprile – afferma – c’è stata una pandemia mondiale, e il Governo con uno dei suoi Dpcm ha fatto slittare il versamento dei contributi del mese di aprile, da maggio fino a settembre. Non va bene che l’Inps mandi gli avvisi di irregolarità oggi, a luglio, quindi prima della nuova scadenza degli avvisi di irregolarità. E’ vero che i contributi di aprile in origine scadevano il 16 maggio, ma c’è un decreto che dice che il 16 maggio non scadono più”.

Una beffa

Secondo Ferretti questa è una beffa e una perdita di tempo per le imprese, già impegnate nel difficile compito di limitare i danni della crisi innescata dal Covid, “perché comunque – spiega – per via di questo avviso di irregolarità bisogna entrare nel sito dell’Inps, inserire un codice che dice che non abbiamo pagato i contributi perché comunque c’era la pandemia, e l’Inps sta mandando a tutto l’universo delle imprese questi avvisi di irregolarità. Sicuramente qualcuno pagherà perché alla fine qualcuno paga, ma è allucinante”. Non solo: anche l’Inail, sostiene il segretario di Confartigianato Imprese, “sta facendo dei Durc irregolari per i mesi non pagati oggetto del rinvio del Dpcm; quindi oltre all’Inps anche all’Inail va detto che c’è stata una pandemia, mi sa, perché non lo sanno…”.

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