tessuto produttivo

Crisi economica, ANPIT Firenze: "Inizia fase più complessa"

L'invito a una grossa programmazione. I mesi che ci aspettano rischiano di essere drammatici.

Crisi economica, ANPIT Firenze: "Inizia fase più complessa"
Economia Firenze, 21 Luglio 2021 ore 12:15

Crisi economica, ANPIT Firenze: “Inizia fase più complessa, occorre saper gestire le singole situazioni con accuratezza e programmazione”.

Crisi economica: "Inizia fase più complessa"

“I mesi che ci aspettano rischiano di essere drammatici per il nostro tessuto produttivo perché potrebbero decretare di fatto la fine del modello della piccola e media impresa italiana” sottolinea Giorgio Gargiulo, Presidente di ANPIT Firenze. “Sono queste aziende – al netto di circa un 11% più strutturato che può contare su un livello di sviluppo tecnologico più competitivo – ad aver pagato il conto più alto e a non avere reali prospettive di rilancio”.

“Il quadro – aggiunge – è ancor più fosco per la nostra regione. La Toscana è la più in affanno a livello nazionale: nel 2020 sono nate oltre 4mila aziende in meno rispetto al 2019, il PIL è crollato di 12 punti, la produzione di 15. La nostra regione, però, era già in contrazione da oltre un decennio per colpa della crisi dei suoi distretti strategici e per l’assenza di reali opportunità di investimento. Non avere infrastrutture utilizzabili fa scappare le imprese. De profundis per Firenze che sconta la fine del turismo di massa sul quale si era sorretta un’economia cittadina altrimenti fragile. Oltre al settore turismo anche il manifatturiero perde colpi con un calo di circa il 17%”.

“La fase che sta per iniziare sarà, quindi, una delle più complesse. Occorrerà gestire ogni situazione, sia recuperabile sia non più recuperabile, con oculatezza e programmazione. Anche il licenziamento, per fare un esempio concreto, non è la soluzione ad ogni problema – banalmente molte aziende non avrebbero i soldi del TFR – ma va inquadrato in una complessiva ristrutturazione dell’azienda. Per questo come ANPIT Firenze ci proponiamo di aiutare le aziende nelle fasi di ristrutturazione e, purtroppo, anche di chiusura quando non più recuperabile. La differenza la fa il modo con il quale scegliamo di gestire queste fasi” conclude Gargiulo.