Economia
Da bisenziosette

Chiude lo storico Caffè San Marco...

Gualserio Zamperini: "Sono dietro questo bancone dal 1984".

Chiude lo storico Caffè San Marco...
Economia Firenze, 21 Ottobre 2022 ore 15:53

Chiude lo storico Caffè San Marco...

 

La tramvia in Piazza San Marco? E’ il male minore a fronte delle 1820 corse di autobus al giorno, nella omonima piazza fiorentina. Gualserio Zamperini è seduto dietro la scrivania nel suo studio sopra il Caffè San Marco, che gestisce da oltre 40 anni. Questa zona la conosce centimetro per centimetro “con la chiusura di via Martelli, lungo via Cavour ci sono ben 14 fondi con il cartello “affittasi” racconta. Il suo sguardo è pensieroso, i ricordi di ciò che era questa parte di Firenze fanno a spintoni per farsi avanti e sono delle foto sbiadite, pensando a come era via Cavour “da una delle strade più belle è diventata una squallida periferia, la sera qui è una landa deserta, come tutta piazza San Marco”.

 

Con la tramvia le cose possono cambiare

Ecco perché si spera che con la tramvia le cose possano cambiare: «I lavori erano concordati - ha spiegato Gualserio - Anche se per i prossimi tre anni i bus saranno ancora d’ingombro, fino a quando non sarà pronto l’asse tramviario per Bagno a Ripoli. Comunque sia è un cambiamento in meglio».
Lui è pronto. Anzi si è già messo avanti, pensando di rifare tutto il suo locale nel 2018 spendendo oltre 1,6 milioni di euro e otto mesi e mezzo di chiusura. Naturalmente non era preventivata la pandemia con altri 14 mesi con i bandoni abbassati fino a questa estate è stato un galleggiare. «Ora il lavoro va bene è stata una bella stagione - ha ammesso Galserio - però c’è la mazzata delle bollette, che sta incidendo in una maniera vergognosa». Sono le cifre a testimoniarlo nel mese di agosto dello scorso anno la bolletta della luce da pagare era 4200 euro, quest’anno 25189, con le solite utenze, a luglio 2200 e rotti. Nel senso metaforico, ma fino ad un certo punto, lui come tanti altri imprenditori non fa altro che prendere schiaffi. A questo si aggiunge anche il fatto che da ottobre dovrà rimuovere il dehor per i cantieri della tramvia sul marciapiede antistante il locale per fare i sottoservizi. «Lo sapevamo, ho tentato con il Comune di arrivare almeno al 15 novembre perché c’è ancora il flusso turistico, ma niente da fare, lo devo togliere - ha aggiunto - perciò andremmo fino ad una chiusura totale fino alla prossima primavera».

I dipendenti

 

Attualmente in questo posto ci lavorano 32 dipendenti. «Ci sono alcuni che hanno delle ferie arretrate - ha detto ancora Zamperini - , per gli altri vediamo se ci sono degli ammortizzatori sociali, se no non resta che il licenziamento per poi riassumerli, loro lo sanno, io non ho mai avuto una vertenza sindacale. Assente perché chi ci governa lo è sempre stato, impotente perché il problema è sotto gli occhi di tutti e nessuno riesce a trovare una soluzione, connivente perché anche un bottegaio come me ha capito che c’è qualcosa che non funziona». Zamperini è amareggiato. Non vuole assolutamente che sia lui a chiudere il secondo Caffè più antico della città, dal 1870 in piazza San Marco. «Sono dietro questo bancone dal 1984 – ha sussurrato – e ho investito tutta la mia vita in questo locale. Mi fa male il cuore ma purtroppo cifre del genere sono insostenibili e se nessuno farà qualcosa saremo costretti a chiudere». Zamperini proprio non se lo spiega: stessi orari, stesso locale. «Come è possibile un aumento del genere? C’è una speculazione...”». Il bar da sempre è stato un termometro: «Una volta - ha aggiunto - era il momento della sana risata, adesso quelli che vengono parlano solo di problemi, li vedi arrabbiati». Certo l’aver svuotato questa parte di Firenze degli universitari non ha aiutato. «Se ci fosse la possibilità di farli tornare, sarebbe molto bello - ha concluso -».

Molto contenitori vuoti nella zona

Dopo la scelta dell’aver decentralizzato molto ora nella zona sono rimasti molti grandi contenitori vuoti. In quadro così fosco, nel mezzo di una situazione internazionale drammatica, ormai parlare di possibili attacchi nucleari di Putin è diventato normale, gli effetti della crisi e delle bollette impazzite fanno tremare i polsi, in attesa del governo Meloni, l’informazione fa la sua parte, a volte come una marmellata. «Ora i titoli dei giornali e dei Tg sono da cronaca vera, c’è una sfiducia totale anche verso le Istituzioni. Conosco molto bene, perché sono miei amici da anni, sia il presidente Eugenio Giani, che il sindaco Dario Nardella, parlo spesso con loro, si danno da fare, ma ritrovare la fiducia nella politica non sarà facile - ha concluso amaramente Gualserio Zamparini».

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