CAMPI BISENZIO

Anna ed Eric, un amore senza fine che dura da 62 anni

Eric, originario di Norimberga vide per la prima volta la donna che diventerà sua moglie, la campigiana Anna Maria Scuffi, classe 1938.

Anna ed Eric, un amore senza fine che dura da 62 anni
Cultura Piana Fiorentina, 31 Gennaio 2021 ore 11:00

Non avrebbe mai immaginato che un cambio di programma nell’itinerario delle vacanze gli avrebbe fatto incontrare un amore da favola.

Eppure nell’agosto del ‘59 a Eric Mellner, classe 1936, turista tedesco in Italia è successo proprio così. Erano gli anni del boom economico, gli italiani stavano iniziando a vivere il loro “miracolo” e a lasciarsi dietro le spalle il ricordo della guerra. Insomma un anno importante pieno di ottimismo e di tanta voglia di cambiare il Paese.

E’ in questo clima che Eric, originario di Norimberga vide per la prima volta la donna che diventerà sua moglie, la campigiana Anna Maria Scuffi, classe 1938. Per lui fu un colpo di fulmine che, ancora oggi a distanza di 62 anni, non ha subito l’usura del tempo.

«Non dimenticherò mai quel giorno – ha spiegato Eric -. Ero partito dalla Germania con i miei zii per trascorrere le vacanze a Montecarlo ma una volta arrivati abbiamo visto che le previsioni del tempo non erano buone mentre in Versilia si prospettavano giornate di sole. Per questo decidemmo di spostarci a Viareggio. Mentre cercavamo un albergo, appena scesi dalla macchina vidi una ragazza meravigliosa davanti a una gelateria. Rimasi folgorato e mi ricordo che pensai: “Questa è mia”».
Anna, come ogni anno, trascorreva le ferie a Viareggio con la sua famiglia. «Vidi questo ragazzo – ha spiegato Anna- che mi si avvicinava e mi parlava ma io non capivo niente.

«Era bellissima – ha precisato Eric- aveva i capelli lunghi e da quel giorno non me la sono più tolta dalla testa e dal cuore. Dopo quell’incontro ci siamo incrociati in un locale dove ci siamo scambiati solo degli sguardi. Fino a quando l’ho rivista con le valigie, pronta per tornare a casa. A quel punto mi sono avvicinato e ho insistito per avere il suo indirizzo. E’ stata sua sorella a convincerla per darmelo. I giorni successivi ho comprato da un fotografo tutte le foto che le aveva scattato durante la vacanza, compresi i negativi. Spesi un capitale ma avevo le sue foto».

Eric, però, non si rassegna alla lontananza e non si accontenta delle foto. «Un giorno i miei zii decisero di andare a visitare Firenze. Io dall’indirizzo avevo visto che lei abitava a Campi, vicino al capoluogo, e chiesi ai miei zii di lasciarmi in quel paese. Mi accompagnarono in centro e la prima cosa che feci andai dai carabinieri spiegando che ero tedesco e che cercavo la ragazza di cui avevo l’indirizzo. La conoscevano e mi accompagnarono in tre a casa sua. Avevo comprato anche un mazzo di fiori».

Per Anna fu una visita inaspettata. «Quando lo vidi – ha spiegato – non ci potevo credere – mi rivolsi a mia sorella chiedendole se era contenta di questa visita, visto che mi aveva convinto lei a dargli l’indirizzo e poi non sapevo come fare».

Eric nel pomeriggio tornò a Viareggio e partì con gli zii per Cervia ma, dopo qualche giorno, salì su un treno, poi su un taxi e tornò di nuovo a Campi da Anna. Da allora Eric nella famiglia della ragazza diventa un “caso”. «In famiglia mi hanno fatto parlare anche con mio zio, don Renzo Boretti – ha detto Anna – per capire cosa pensavo di questo ragazzo, insomma si sono mobilitati tutti».

Non conosceva l’italiano e per parlare era necessario consultare il vocabolario. Per prendere tempo la famiglia di Anna gli disse che prima avrebbe dovuto imparare la lingua. «Io non mi persi certo d’animo – ha detto – rientrai in Germania e in tre mesi imparai l’italiano. A Natale tornai da lei e le parlavo in italiano. Avevo mantenuto la mia promessa. A marzo mi trasferii in Italia e finalmente ci siamo fidanzati e poi ci siamo sposati nel ‘62 a Campi». Eric nella sua vita ha viaggiato molto per lavoro ma si è integrato benissimo: «Quando mi sono trasferito qua ho visto una Campi piena di gioventù e belle ragazze. Erano molto curiosi anche perché di stranieri non c’erano a quel tempo. Negli anni ho fatto amicizia con molte persone».
Da un amore così grande sono nati quattro figli: Ranieri nel ‘64, Michael nel ‘66, Thomas nel ‘69 e Peter nel ‘74. «Siamo orgogliosi dei nostri figli – ha detto Anna – ci danno veramente tante soddisfazioni, come i nostri nipoti».
Ma la cosa bella è che ancora oggi sono innamorati come quando erano giovani, Eric si chiede “ma cosa avrò mai fatto per meritarmi una donna così bella?”.
«Non ci annoiamo mai – concludono insieme – abbiamo tanti argomenti di cui parlare, ci capiamo subito. Siamo stati e siamo felici ancora oggi».

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