CRONACA

Viaggio nel mondo dei profughi del Gorinello

Noi di Bisenziosette, come ci capita spesso, abbiamo voluto vedere “con altri occhi” chi risiede all’interno dello Spar del Gorinello a San Piero a Ponti e per questo ci siamo recati in struttura, incontrando gli ospiti e gli operatori.

Viaggio nel mondo dei profughi del Gorinello
Cronaca Firenze, 03 Gennaio 2021 ore 11:07

Sognano il lavoro, la casa e l’amore, proprio come noi. I profughi accolti nella rete dello Sprar a Campi Bisenzio, sono come noi, persone a cui riconoscere gli stessi diritti umani. Noi di Bisenziosette, come ci capita spesso, abbiamo voluto vedere “con altri occhi” chi risiede all’interno dello Spar del Gorinello a San Piero a Ponti e per questo ci siamo recati in struttura, incontrando gli ospiti e gli operatori.

La coordinatrice

L’obiettivo è sfatare fake-news, luoghi comuni e disinformazione con dati precisi e corretti e far conoscere attraverso un contatto diretto, le storie personali di chi è costretto ad una migrazione forzata verso l’Europa, unendo esseri umani che hanno il sangue rosso come il nostro. Uguali a noi. «A Campi Bisenzio –  ha spiegato la coordinatrice Alessandra – vi sono tre strutture del sistema di accoglienza ed integrazione, tutte gestite dalla società della salute, al Gorinello (con 44 posti) in via Santa Maria (con 12 posti) e a Capalle (con 4 posti)». L’emergenza sanitaria in corso, però, ha ridotto il numero degli ospiti ed oggi presso l’immobile di San Piero a Ponti vi sono solo 30 persone.

Quasi tutti dispongono del permesso di soggiorno o della protezione sussidiaria mentre per altri è in corso l’iter amministrativo da richiedente asilo. A tutti loro viene riconosciuto vitto ed un posto alloggio e viene consentita la frequenza ad alcuni corsi di formazione, primo fra tutti quello per imparare la lingua italiana, collaborando con il centro di istruzione per adulti». Abdulla ad esempio è giovanissimo, ha 19 anni e sta frequentando la scuola per ottenere la licenzia di terza media. La rete de sistema di accoglienza nel quale sono inseriti prevede l’erogazione di corsi di formazione e tirocini con l’obiettivo di entrare nel mondo del lavoro e trovare un alloggio così da fuoriuscire dal progetto e incamminarsi verso una vita autonoma.

«In questi anni – ha precisato Alessandra – vi sono stati sbocchi positivi, con un ragazzo particolarmente fragile che dopo il tirocinio in un hotel di Firenze ha ottenuto un contratto a tempo determinato, ed un altro che è entrato in struttura dopo essere stato due anni in strada ed è riuscito a trovare un lavoro part time in centro a Campi». I tirocini generalmente riguardano il campo della pelletteria, le pulizie, la ristorazione e il settore della logistica. Prima del covid era più semplice trovare un impiego di lavoro mentre risultava più complicato trovare una camera, mentre oggi il paradigma si è invertito, l’ostacolo maggiore è rappresentato dalla mancanza di lavoro soprattutto nel campo della ristorazione e delle attività ricettive rivolte ai turisti.

Al Gorinello sono accolti solo uomini adulti ma la coordinatrice ci ha raccontato che non sono mancati gli innamoramenti, con fidanzate anche italiane, oppure con ragazze del loro paese, incontrate fuori dalla struttura, durante il tempo libero. La pandemia ha sconvolto le loro giornate: le attività sportive sono state sospese, così come quasi tutte le attività di socializzazione e quelle di integrazione con la comunità campigiana e con le realtà associative come l’Auser o l’emporio solidale l’Aggeggione. Molti di loro arrivano dal Pakistan, dalla Siria, Mali o dalla Libia.

«In Pakistan – ci ha raccontato un ragazzo – ho lasciato la mia famiglia, sono partito ancora minorenne e qua in Italia mi trovo bene. Anzi benissimo. Il sogno è quello di trovare presto una casa e poter ricongiungermi con la mia famiglia». Perché hanno attraverso il mare, con il rischio di morire o di essere respinti come pietre di scarto? Abdulla ci ha risposto subito: «ho scelto l’Italia perché qua sapevo che potevo ricevere i documenti, mettermi in regola e rifarmi una vita». All’interno dello Sprar è stato realizzato l’albero di Natale e vi sono vari spazi comuni dove socializzare. Quelli accolti al Gorinello, come nel resto d’Italia, sono persone a cui è stata negata la dignità. Un po’ come canta Mengoni: “oggi la gente ti giudica, per quale immagine hai, vede soltanto le maschere e non sa nemmeno chi sei”.

 

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