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Usura al tempo del Covid: quattro arresti

Usura al tempo del Covid: quattro arresti
Cronaca Firenze, 10 Dicembre 2021 ore 13:10

Lo scorso 10 settembre Polizia di Stato e Guardia di Finanza eseguirono 12 misure cautelari a Firenze e in alcune località delle province di Salerno, Verona e Potenza, nell’ambito di un’operazione diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia fiorentina e coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia.

Usura al tempo del Covid

I reati contestati agli indagati furono quelli di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di vari reati, con l’aggravante mafiosa per aver agevolato un clan camorristico presente nella provincia di Salerno.

Negli ultimi mesi, proprio da quell’attività, si è sviluppato un altro filone investigativo per usura che ha permesso alla Squadra Mobile di Firenze di scoprire come fossero coinvolte alcune persone già oggetto di indagine nell’ambito della citata inchiesta.

Il GIP del Tribunale di Firenze ha disposto, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, la custodia cautelare in carcere nei confronti di tre uomini di 19, 39 e 48 anni e i domiciliari per una donna di 38, indagati, a vario titolo, per il reato di usura in concorso aggravata dal fine di agevolare l’attività di un’associazione di stampo camorristico.

L’inchiesta è partita proprio a seguito dell’operazione di settembre, quando gli investigatori trovarono a casa di due degli indagati, entrambi campani, alcuni assegni e cambiali che si sono poi rivelati fondamentali per gli sviluppi investigativi che ne sono derivati.

Le cambiali rinvenute avevano come unico debitore la stessa persona e su di esse non era stata compilata la parte relativa al nome del beneficiario; in questo modo i titoli sarebbero potuti essere agevolmente girati a terzi creditori.

La Squadra Mobile è andata a fondo nella vicenda scoprendo in poco tempo che quelle cambiali erano state emesse a copertura di un debito contratto i primi mesi del 2021 dalla vittima, con un tasso di interesse quasi del 100%.

Gli “usurai” avrebbero preteso come garanzia l'emissione di diversi assegni - rinvenuti nel corso delle perquisizioni di settembre - a copertura dell'importo finale, comprensivo di interessi e capitale.

Gli investigatori della Squadra Mobile hanno così ricostruito le singole posizioni ed i ruoli degli odierni indagati nella vicenda di usura, consentendo alla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze di richiedere le misure cautelari oggi eseguite.