cronaca

Turismo residenziale, a Firenze la protesta degli operatori

Le richieste del settore: abbassare la tassa di soggiorno, più promozione dai canali istituzionali e cassa integrazione fino a marzo 2021.

Turismo residenziale, a Firenze la protesta degli operatori
Firenze, 06 Luglio 2020 ore 12:08

Turismo residenziale, a Firenze la protesta degli operatori

 

La tassa di soggiorno a un euro e una promozione coordinata e capillare da parte delle Regione Toscana, “come per le altre realtà del turismo”. Sono scesi stamattina in piazza Duomo a Firenze,  nella manifestazione organizzata dai Ristoratori Toscani,  anche i rappresentati Property Managers, l’associazione di categoria del turismo residenziale,  insieme alle altre associazioni extra alberghiere e locazioni turistiche e a tante altre realtà economiche che vivono e lavorano sul turismo

“Chiediamo che la Regione ci aiuti nella promozione utilizzando i canali già esistenti, rendendo accessibile i siti di promozione istituzionale a tutte le strutture ricettive e spingendo sugli uffici di promozione turistica – spiega Nicola Pardini, rappresentante Property Managers – Inoltre, è necessario abbassare la tassa di soggiorno  a un euro per incentivare il turismo interno che, a seguito della crisi, ha poco budget”

Il sostegno al reddito resta una delle priorità. “Cassa integrazione per i nostri dipendenti fino a marzo 2021: dopo la metà di agosto ci saranno momenti bui e con un calo del fatturato drastico, anche dell’80%, non possiamo permetterci di riassumerli, ma vanno tutelati assolutamente. Non possiamo poi chiedere troppo ai proprietari degli immobili, spesso sono famiglie che hanno negli affitti l’unica fonte di reddito e pagano tasse altissime, come l’Imu, senza aver diritto alla cedolare secca”

“Siamo in piazza – conclude Pardini –   perché rappresentiamo la metà del settore turistico, le nostre aziende non sfruttano la rendita ma generano ricchezza, lavoro, alimentano l’indotto e promuovono il territorio. Escluderci da ogni tutela mostra un atteggiamento assolutamente miope e soprattutto dalle conseguenze gravi per tutto il tessuto economico locale”.

 

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