BEL FINALE

Tornano a casa due tassi e una volpe dopo brutto incidente: liberati nella riserva naturale

Questo evento non è il primo del genere, già nel 2019 sono stati “riportati a casa” cuccioli di tassi e volpi.

Tornano a casa due tassi e una volpe dopo brutto incidente: liberati nella riserva naturale
Chianti Fiorentino, 26 Giugno 2020 ore 09:02

In data odierna presso la Riserva Naturale Statale Biogenetica di Vallombrosa verranno liberati in foresta alcuni esemplari di fauna selvatica recuperata dal CRAS “SEMIA” di Montespertoli, nell’ambito del protocollo di intesa tra il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità – Reparto Biodiversità di Vallombrosa e la Azienda USL Toscana Centro – UFC Igiene Urbana.

Tornano a casa due tassi e una volpe

Due esemplari di tasso (Meles meles) e di volpe (Vulpes vulpes), reduci da incidenti o comunque recuperati, sono stati curati nel Centro di Recupero Fauna Selvatica “SEMIA” di Montespertoli e, dopo gli opportuni trattamenti ed accertamenti, saranno restituiti al loro ambiente di provenienza, al fine di rientrare a fare parte di quel sistema naturale che proprio le Riserve Naturali dello Stato, gestite dall’Arma dei Carabinieri tramite il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, vogliono tutelare.

Il protocollo di intesa alla base dell’attività è la dimostrazione che il lavoro in sinergia tra Pubbliche Amministrazioni fornisce risultati tangibili. Questo evento non è il primo del genere, già nel 2019 sono stati “riportati a casa” cuccioli di tassi e volpi.

Il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità con i Reparti presenti sul territorio rappresenta l’organismo centrale per le attività di educazione alla legalità, all’ambiente ed alla tutela delle Riserve naturali, valori fondanti della nostra società e che sono il fulcro di una cultura naturalistica, rispettosa delle risorse dell’Ambiente. Lo scopo principale di questo evento vuole essere una maggiore sensibilizzazione del cittadino nei confronti della fauna selvatica: non sempre i cuccioli di animali che si incontrano nei boschi hanno bisogno dell’intervento umano, che anzi spesso risulta deleterio – se non peggio – perché una volta entrati in contatto con l’uomo questi vengono disconosciuti dalle madri ed abbandonati.

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