Cronaca
Firenze

Sfratto Moschea di Firenze: giornata di polemiche, interviene anche Salvini

Scontro politico dopo la conferma dello sfratto da parte del prefetto Valenti e del presidio della Lega "contro le moschee abusive". Interviene anche il ministro Salvini.

Sfratto Moschea di Firenze: giornata di polemiche, interviene anche Salvini
Cronaca Firenze, 14 Dicembre 2022 ore 20:45

Sfratto Moschea di Firenze: giornata di polemiche, interviene anche Salvini

È iniziato tutto dalla conferma arrivata in giornata da parte del prefetto di Firenze, Valerio Valenti: la moschea di piazza dei Ciompi verrà sfrattata. La vicenda tiene banco ormai da oltre un mese, ovvero da quando i proprietari dei fondi hanno ottenuto lo sfratto esecutivo che avverrà esattamente venerdì 16 dicembre. Lo stesso giorno a partire dalle 11, i consiglieri della Lega in Palazzo Vecchio Federico Bussolin, Luca Tani e Michela Monaco ha deciso di organizzare un presidio "per la Legalità e contro le Moschee abusive": presidio che alcune settimane fa i consiglieri avevano minacciato di tenere proprio in piazza Ciompi e che invece si terrà in piazza Beccaria angolo Borgo la Croce.

Rimane il fatto che la tensione per venerdì è alta come conferma lo stesso prefetto, che non si è detto "poco preoccupato per il gazebo allestito dalla Lega", ma allo stesso tempo ha dichiarato "come una serie di elementi ci inducono a ritenere che bisogna stare attenti all'ordine pubblico". Del resto, sono molti i fedeli musulmani che praticano nella moschea di Borgo Allegri e a questo va aggiunto che venerdì è giorno di preghiera, in quanto giorno sacro secondo la religione islamica come la domenica per quella cristiana o il sabato per quella ebraica. Da questo punto di vista, l'imam di Firenze Izzedin Elzir ha garantito nei giorni scorsi che "non sarà fatta alcuna resistenza alle forze dell'ordine, perché sappiamo che la polizia deve far rispettare la legge".

Tuttavia, proprio in queste ore l'imam ha chiesto "una proroga per avere il tempo di trovare un'altra soluzione e trasferirci: cosa che non avverrà in un anno, anche se un minimo di tempo di vuole". La soluzione al problema in realtà è chiara e la si cerca da tempo, ma resistenze di vario genere ad eventuali alternative, presunte soluzioni ponte poi saltate, così come i tentativi falliti di conciliazione con la proprietà dei fondi di piazza dei Ciompi e l'immobilismo dell'amministrazione cittadina, hanno fatto sì che la situazione non si sia spostata di un millimetro, mentre gli unici che certamente si sposteranno saranno i fedeli.

Intanto le dichiarazioni del prefetto, hanno scatenato il can can delle dichiarazioni dai vari gruppi di Palazzo Vecchio. I consiglieri di Sinistra Progetto Comune che ritengono da parte della Lega "irresponsabile aver trasformato la questione in tema di ordine pubblico", non risparmiando comunque frecciate a Dario Nardella e la sua giunta.

Il sindaco Nardella da parte sua ha invitato già nei giorni scorsi a non alzare i toni per evitare un'escalation di tensione, parole ribadite nella giornata di oggi dallo stesso prefetto e dell'assessora al welfare, Sara Funaro, che auspica per venerdì "senso di responsabilità e dialogo". Sulla stessa linea, i consiglieri Nicola Armentano e Andrea Ceccarelli, rispettivamente capogruppo e segretario del PD, che appoggiano il sindaco ma ribadiscono come "l'atteggiamento della Lega sia sbagliato e dannoso. Sta soffiando sul fuoco, alimentando un clima di tensione e uno scontro su questo tema, che non aiuta".

La Lega invece non arretra di un passo sulla questione, sostenendo che "non è colpa nostra se in 18 mesi fra Giunta Nardella ed Imam non è stata trovata una via d’uscita al problema moschea". In loro sostegno, sullo sfratto della moschea di Firenze sono arrivate le dichiarazioni del leader della Lega, nonché vicepresidente della Repubblica e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a margine di un incontro in Consiglio regionale.

"Se io occupassi abusivamente un negozio o un appartamento da un anno e mezzo, giustamente la forza pubblica mi chiederebbe di liberare quel negozio, quell'appartamento, quello stabile. Funziona così in qualunque paese civile, italiano o straniero. Quindi al di là dei presidi, chiedere il rispetto della legalità che viene chiesto a qualunque altra confessione religiosa, qualunque pratica professionale, mi sembra assolutamente normale. So che nelle prossime ore c'è un tavolo in Prefettura, ne parlerò col ministro degli Interni. Il nostro non è creare problemi ma risolvere i problemi senza nessun tipo di conflitto. Però mi sembra che questi signori da mesi e mesi e mesi e mesi sappiano che devono trovarsi un'altra legittima collocazione, quindi se non lo fanno vuol dire che evidentemente prendendo in giro qualcuno".

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