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Sesso di gruppo e festini hard: poi manda tutto al figlio e all’ex marito di una delle partecipanti

A organizzare gli incontri,durati tre anni, una 35enne commerciante pratese insieme al marito 60enne, morto per cause naturali pochi mesi fa.

Sesso di gruppo e festini hard: poi manda tutto al figlio e all’ex marito di una delle partecipanti
Prato, 23 Luglio 2020 ore 08:22

È indagata con l’accusa di revenge porn una 35enne commerciante pratese, il reato che punisce chi divulga filmati a contenuti erotici senza il consenso dei protagonisti.

Sesso di gruppo e festini hard

Sono andati avanti per te anni i festini a luci rosse organizzati per divertire persone, tutte pratesi, trai 55 e i 60 anni.

L’ultimo, a quanto pare, nel dicembre del 2019. Ma qualcosa è andato storto quando uno dei filmati girati in quelle notti a luci rossi è finito sul cellulare del figlio e dell’ex marito di una 55enne della provincia di Prato. I due, sconvolti, hanno mostrato il contenuto alla donna che ha sporto denuncia quando la 35enne ha iniziato a chiedere dei soldi come rimborsi per le spese sostenute durante questi festini e pochi giorni dopo ha inviato il video ai familiari della donna.

Il video ai familiari

C’è ancora tanto da capire in questa storia, affidata alle indagini della procura di Prato.  Due giorni fa sono partite le prime perquisizioni a casa e nel negozio della 35enne pratese e sono stati sequestrati computer e hard disk contenenti filmati di queste serate hard organizzate dalla 35enne insieme al marito 60enne, morto pochi mesi fa per cause naturali. Forse anche per questo motivo le serate hard si sono interrotte nel dicembre dell’anno scorso.

Poi un paio di mesi fa la prima richiesta di soldi da parte dell’organizzatrice 35enne nei confronti della donna di 55 anni che, ha spiegato agli inquirenti, partecipava a queste serate per divertirsi, ma non era da sola.

Si stanno cercando adesso le altre donne che partecipavano ai festini a luci rosse a casa della 35enne e del marito, alla periferia di Prato e in un’altra casa appartenente alla coppia a Prato.

Ancora tante domande

Per adesso non è chiaro se l’indagata abbia minacciato o meno la donna di rendere pubblici i filmati se non le avesse dato i soldi, e in questo caso al revenge porn si aggiungerebbe l’accusa di estorsione.

Per adesso si sta indagando per capire come mai la 35enne abbia chiesto quei soldi e a cosa servivano veramente, se per pagare droga o escort o altro. Nel frattempo si sta passando al setaccio tutti i filmati e le immagini di quelle serate anche per riuscire a capire chi siano le altre protagoniste e partecipanti di quelle serate che comunque si sono concluse nel dicembre del 2019. Ci si chiede infatti anche come mai la 35enne si sia fatta viva solo molti mesi dopo l’ultimo evento nel richiedere quei soldi.

 

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