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Scoperte e chiuse case d’appuntamenti a Lastra a Signa, Poggio a Caiano ed Empoli

Contemporaneamente agli arresti dei due, sono scattate le perquisizioni ed i sequestri degli appartamenti ove si svolgeva l’attività di meretricio.

Scoperte e chiuse case d’appuntamenti a Lastra a Signa, Poggio a Caiano ed Empoli
Cronaca Prato, 09 Dicembre 2020 ore 14:45

Tutto scoperto grazie a un’indagine dei responsabili dell’Ufficio Falso documentale e della Polizia Giudiziaria del Comando di Poggibonsi.

Scoperte e chiuse case d’appuntamenti

Smantellato un giro di prostituzione che faceva capo al senese, ma che gestiva cade d’appuntamenti anche nella zona dell’aretino, empolese, e due di queste anche a Lastra a Signa e Poggio a Caiano.

L’indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Siena dott.ssa Silvia Benetti e svolta dai responsabili dell’Ufficio Falso documentale e della Polizia Giudiziaria del Comando di Poggibonsi, ha pian piano portato ad individuare chi in effetti curava gli affari ed aveva organizzato l’attività.
Si è potuto così appurare che gli stessi soggetti gestivano anche una seconda casa nella zona di San Prospero a Siena. Non solo. La donna, poi risultata essere il capo indiscusso del giro di prostituzione, aveva preso in quell’appartamento la residenza sotto falso nome, senza avervi mai abitato.
Le intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltre ad alcune telecamere posizionate nei pressi delle due abitazioni, hanno evidenziato un notevole giro di clienti, sia a Poggibonsi che a Siena, e la collaborazione fra i rispettivi Comandi delle Polizia Municipali ha consentito di chiudere il cerchio sugli organizzatori dell’attività.

Le varie attività

Dalle indagini è emerso che i due arrestati avevano in gestione anche altre cinque case di appuntamenti: ad Arezzo, a Lastra a Signa (FI), a Poggio a Caiano (PO) e due ad Empoli.
In particolare, anche grazie alla capillare attività investigativa effettuata dai poliziotti della nostra Questura, fatta di appostamenti e pedinamenti, soprattutto nell’empolese, si è potuti arrivare ad individuare il luogo dal quale la donna gestiva i suoi affari.
Contemporaneamente agli arresti dei due, sono scattate le perquisizioni ed i sequestri degli appartamenti ove si svolgeva l’attività di meretricio. Nella fase esecutiva delle misure cautelari, la Polizia di Stato, ed in particolare i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Siena e del Commissariato PS di Poggibonsi, con la collaborazione delle Squadre Mobili di Firenze, Prato ed Arezzo, hanno fornito un contributo fondamentale, unitamente alla Polizia Municipale, per l’esito positivo dell’operazione.
A seguito delle perquisizioni, sono stati sequestrati una decina di dispositivi elettronici, fra telefoni cellulari e tablet, un’ingente somma di denaro, circa 50 fra passaporti e tessere sanitarie, contratti di locazione stipulati nel tempo dai due indagati e relativi agli appartamenti ove si svolgeva il meretricio, oltre a quaderni ove erano segnati gli appuntamenti, e numerose scatole di profilattici.
I due arrestati dovranno rispondere anche di reati in materia di falsità materiale (carte d’identità e permessi di soggiorno contraffatti) e sostituzione di persona.
Durante le indagini è emerso, inoltre, che l’arrestata si trova in Italia sotto falso nome da almeno una decina d’anni, pertanto clandestinamente, e risulta essere stata affittuaria di numerosi appartamenti in giro per la penisola, isole comprese, nei quali ha gestito le stesse attività, nascondendosi dietro ad una scia di documenti falsi che le hanno consentito di rimanere finora incensurata.

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