Pugno duro

Sanzioni e denunce in due ditte di confezioni a Prato: all’interno anche cinque clandestini

Controlli serrati da parte della "Squadra Interforze" coordinata dalla Questura di Prato che ha fatto visita a due aziende di confezioni cinesi nei quartieri Soccorso e Chiesanuova facendo scoperte non del tutto positive.

Sanzioni e denunce in due ditte di confezioni a Prato: all’interno anche cinque clandestini
Prato, 20 Ottobre 2020 ore 15:28

Serrati controlli da parte della “Squadra Interforze” che hanno fatto irruzione in due ditte di confezioni cinesi a Prato, nei quartieri Soccorso e Chiesanuova dove erano presenti cinque lavoratori irregolari: pesanti sanzioni e denunce oltre che l’ordine di espulsione per i cinque sopracitati.

Controlli della “Squadra Interforze” di Prato

Ieri mattina, lunedì 19 ottobre 2020 con inizio alle ore 11.00, la “Squadra Interforze”, composta da personale della
Polizia di Stato di Prato appartenente alla Squadra di Polizia Amministrativa della Divisione PASI della Questura di Prato, al locale Comando Provinciale Guardia di Finanza, alla locale Polizia Municipale, all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, all’A.S.L. e all’ALIA Servizi Ambientali, ha effettuato il controllo di due ditte di confezioni, gestite da cittadini cinesi, site a Prato, rispettivamente nei quartieri Soccorso e Chiesanuova.

All’interno della prima azienda controllata venivano identificati, oltre alla cinquantaduenne titolare anche tre operai di nazionalità cinese, tutti regolarmente soggiornanti, riscontrandosi tuttavia l’abusivo cambio di destinazione a refettorio di uno dei locali produttivi, cosa che determinava l’irrogazione di una sanzione amministrativa pari a 400 euro, a cui si aggiungeva un’ulteriore sanzione di 440 euro per il mancato rispetto del divieto di fumo. La riscontrata presenza, inoltre, di due lavoratori privi di regolare assunzione veniva altresì sanzionata per un ammontare complessivo di 3.200 euro.

All’interno della seconda azienda controllata venivano identificati, oltre alla cinquantacinquenne titolare anche sette operai di nazionalità cinese, di cui cinque, tre donne e due uomini, risultati clandestini, venivano condotti in Questura, denunciati in stato di libertà per il reato di ingresso e soggiorno illegale nello Stato Italiano, quindi muniti di ordine di espulsione dal T.N.

La titolare della confezione, veniva pertanto denunciata in stato di libertà per il reato di sfruttamento della manodopera clandestina, ai sensi dell’22 comma 12° del T.U. Immigrazione. Le verifiche effettuate sulla ditta portavano inoltre ad accertare la presenza di un locale produttivo allestito abusivamente a refettorio, venendo elevata sanzione amministrativa pari a 400 euro. La riscontrata presenza dei cinque lavoratori clandestini privi di regolare contratto di lavoro, determinava inoltre l’irrogazione di una sanzione amministrativa pari a complessivi 25.200 euro, con contestuale sospensione coattiva dell’attività produttiva ed elevazione di ulteriori sanzioni, per mancanza di versamento dei contributi dei predetti lavoratori nonché per accertate carenze igienico sanitarie dell’attività produttiva, pari a complessivi 13.970 euro.

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