A Santa Maria Nuova l’unico “centro diamante” italiano per pazienti colpiti da ictus

Questa mattina la consegna del premio allo Stroke Team.

A Santa Maria Nuova l’unico “centro diamante” italiano per pazienti colpiti da ictus
Firenze, 20 Giugno 2019 ore 15:47

Nell’ultimo anno lo Stroke Team del Santa Maria Nuova ha raggiunto notevoli progressi grazie alla partecipazione al percorso ESO Angels Award, il programma europeo che certifica la qualità nei diversi stroke system ospedalieri, sia dal punto di vista dell’organizzazione, sia della casistica e dei risultati nell’assistenza di pazienti con ictus. Il progetto consiste nella creazione di un percorso Ictus condiviso tra le varie discipline, l’introduzione di nuove tecnologie, la formazione del personale e l’inserimento dei dati nel registro internazionale di controllo di qualità.

L’unico “centro diamante” italiano

A fine percorso lo Stroke team Santa Maria Nuova ha raggiunto notevoli progressi e ottenuto un importante miglioramento nell’approccio diagnostico-terapeutico-assistenziale, classificandosi come unico centro diamante in Italia per l’alto livello di qualità raggiunto. Stamani la cerimonia di consegna del premio alla presenza del dottor Giancarlo Landini, direttore Dipartimento specialistiche mediche.

Nel 2018 lo Stroke Team di Santa Nuova ha trattato 66 trombolisi con un tempo medio (calcolato dall’ingresso in ospedale del paziente all’inizio del trattamento) di 38 min, a fronte di 29 trombolisi nel 2017 trattati in un tempo medio di 75 min. A seguito del percorso Angels nel primo trimestre 2019 (da gennaio a metà giugno 2019) sono 42 i pazienti trattati in un tempo medio di 32 min.

“Gli ottimi risultati raggiunti nella terapia in acuto dello stroke a Santa Maria Nuova, testimoniati da questo riconoscimento internazionale, sono il risultato di una integrazione multidisciplinare che è sempre di più la chiave del successo dei nostri servizi - afferma Giancarlo Landini, Direttore Dipartimento Specialistiche Mediche -  L'ictus acuto è una patologia che può essere con efficacia combattuta se arriviamo in tempo a trattarla e questo avviene se tutti gli attori del percorso sono addestrati a lavorare insieme in maniera coordinata, dal medico del 118, al medico del pronto soccorso,  al neuroradiologo, all'internista, al neurologo, all'infermiere. Questo è avvenuto a Santa Maria Nuova ed ha portato a risultati ottimi, simili anche negli altri ospedali dell'Azienda. La creazione dello Stroke System è stata una grande iniziativa che ha messo insieme tutte le competenze sullo stroke che sono presenti nei nostri ospedali facendole lavorare insieme. Una lezione di capacità gestionale e di professionalità che va mantenuta e sviluppata".

"Sono orgoglioso che uno degli ospedali del nostro Stroke System e cioè lo Stroke Team di Santa Maria Nuova abbia ricevuto il massimo riconoscimento previsto e cioè il  premio di "Centro Diamante" - dichiara Pasquale Palumbo, Direttore Area Malattie cerebrovascolari e degenerative. Alle congratulazioni ai colleghi dello Stroke Team, che si impegnano quotidianamente presso l'Ospedale di Santa Maria Nuova ad assicurare un percorso ictus sempre più efficace ed efficiente, si unisce la soddisfazione per gli ottimi risultati che in tutti i presidi ospedalieri raggiungono la nostra rete ictus ed il nostro Stroke System."

"Grande soddisfazione ritirare questo premio come coronamento di un lungo percorso di lavoro che ha coinvolto il gruppo di medicina d'urgenza e il resto dell'ospedale- spiega Michele Lanigra, direttore DEA Santa Maria Nuova- Questo riconoscimento ci stimola a fare meglio e a ricordare che il miglior risultato è la soddisfazione del paziente."

Il programma è iniziato a gennaio 2018 con attività di consulenza per il monitoraggio della qualità e simulazioni del trattamento di ictus alla presenza di esperti internazionali al fine di ottimizzare il percorso interno e introdurre modifiche. Al termine dell’attività formativa sono state introdotte alcune novità al percorso ictus, tra le quali l’uso della” stroke bag”, una borsa rossa che contiene la strumentazione necessaria per trattare il paziente direttamente in sala Tac e fuori dal Dea, ottimizzando cosi i tempi medi e raggiungendo miglioramenti anche nella qualità dell’assistenza.

A fine giugno 2018 il percorso Angels è stato applicato anche nei restanti sette ospedali aziendali (San Giovanni di Dio di Firenze, Santa Maria Annunziata, ospedale del Mugello, ospedale di Pistoia, Pescia, Prato, Empoli) che fanno parte della rete territoriale che effettua interventi tempestivi in fase acuta di ictus, sia di tipo ischemico che emorragico. Questa stretta collaborazione tra strutture ospedaliere ha permesso di aumentare in maniera significativa gli interventi di trombolisi venosa e locoregionale per l’ictus ischemico acuto e riconoscere l’emorragia cerebrale come una patologia tempo-dipendente.

Che cos’è Angels Award e come si accede?

Angels è un’iniziativa internazionale che rientra nel programma di riconoscimento ESO Angels che mira a costruire una comunità globale di ospedali e di professionisti che lavorano ogni giorno per migliorare la qualità del trattamento dei pazienti con ictus. La mission di Angels è aumentare il numero di ospedali “stroke-ready” sul territorio e ottimizzare la qualità delle cure in tutte le stroke unit esistenti. Uno dei pilastri del progetto Angels è il monitoraggio di qualità e di fatto Angels partecipa al programma di Quality Improvment della European Stroke Organization, attraverso il sistema Eso Angels Awards. Eso Angels vuole onorare e riconoscere gli stroke team che si impegnano quotidianamente per migliorare la qualità del proprio lavoro. Si tratta di un programma premi che segue i criteri di Qualità della Eso ed, in base al rendimento del singolo centro, si possono raggiungere tre livelli: “Centro Oro”, Centro Platino” e “Centro Diamante”.

Per accedere al percorso premi l’azienda ospedaliera dovrà essere dotata di un pronto soccorso, di uno scanner Tac, di un laboratorio clinico e accesso ai letti per i pazienti colpiti da ictus dopo il trattamento acuto, avere accesso alla terapia farmacologia o a quella di ricanalizzazione interventistica, disporre di uno specialista o un responsabile che guiderà l’implementazione del progetto in ospedale. Dovrà inoltre essere dotato di un team di professionisti medici (il team ictus) che dispone di un’organizzazione speciale per trattare in modo diverso i pazienti colpiti da ictus, avere protocolli chiaramente definiti da seguire ed essere formato in merito alle procedure da seguire. Infine l’ospedale dovrà avere un monitoraggio continuativo per mantenere determinati standard qualitativi e disporre una procedura di notifica “Codice ictus”.

LEGGI ANCHE: Previsioni meteo: la prossima settimana picchi di 36-38 gradi