L'APPELLO

Sangue: a Firenze la sorpresa durante il lockdown “Raccolte 100 sacche in più, ma non basta”

Ai guariti dal coronavirus: "Venite a donare, mancano pazienti per la sperimentazione con il plasma iperimmune".

Sangue: a Firenze la sorpresa durante il lockdown “Raccolte 100 sacche in più, ma non basta”
Firenze, 10 Giugno 2020 ore 12:20

Domenica la giornata mondiale del donatore. L’associazione Fratres racconta l’impegno dei 7.000 donatori fiorentini.

Sangue: a Firenze la sorpresa durante il lockdown

“Un piccolo gesto che rende grandi”, è uno degli slogan dell’associazione Fratres per la Giornata mondiale del donatore di sangue, attesa domenica 14 giugno. Causa emergenza Coronavirus quest’anno non è stato possibile organizzare iniziative in piazza e per questo l’appello a diventare donatori di sangue passa dai social e dal passaparola.  A Firenze l’associazione Fratres conta 30 gruppi sul territorio, 500 volontari e circa 7.000 donatori di sangue e plasma, che contribuiscono ogni anno a donare 13 mila sacche di sangue.

Nel lockdown

Dati che sono rimasti costanti negli ultimi 5 anni, con una sorpresa durante il periodo del lockdown: “Dal 4 marzo al 15 maggio siamo riusciti a raccogliere 100 sacche in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – spiega il presidente provinciale di Fratres, Massimo Cerbai – una discreta risposta merito del lavoro di sensibilizzazione dei nostri gruppi che hanno chiamato a uno a uno i donatori per riportare l’attenzione su una necessità costante degli ospedali. E certo anche per la maggiore disponibilità di tempo dei donatori”.

Nel periodo più delicato della pandemia l’associazione aveva acquistato da subito 3.500 mascherine e aveva chiesto ai propri donatori storici di dare il proprio contributo per salvare delle vite: “Bisogna pensare che per soccorrere un ferito grave in incidente stradale servono da 2 a 10 sacche di sangue, fino a 10 sacche servono per un trapianto di cuore e fino a 40 per un trapianto di fegato. La richiesta da parte degli ospedali è continua e donare il sangue è un gesto solidale che può cambiare il destino di tanti”, aggiunge Cerbai.

Appello ai pazienti guariti

Ora lo scopo delle telefonate ai donatori è quello di parlare del nuovo progetto Tsunami per testare l’efficacia del plasma iperimmune per la cura dei pazienti affetti da Covid: “L’appello in questo caso è diretto ai 2.400 pazienti fiorentini guariti dal Coronavirus che devono presentarsi ai centri trasfusionali di Torregalli e Osma 28 giorni dopo il secondo tampone che ha dato esito negativo”, specifica il presidente di Fratres Firenze.

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