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Sesto Fiorentino

Riti satanici o malefici: alle pendici di Monte Morello scenario riconducibile a qualche tipo di rituale

Conchiglie, catena e pupazzetti su un albero: la parola agli esperti.

Riti satanici o malefici: alle pendici di Monte Morello scenario riconducibile a qualche tipo di rituale
Cronaca Piana Fiorentina, 21 Marzo 2021 ore 09:48

Riti satanici o malefici: alle pendici di Monte Morello scenario riconducibile a qualche tipo di rituale

In via di Carmignanello, proprio all’ingresso delle tombe etrusche, sulle pendici di Monte Morello e a poco distanza dall’area della Castellina, è presente da molto tempo un albero particolare. Alcuni cittadini hanno inviato le foto alla nostra redazione chiedendoci di poter verificare se in quell’area si svolgano o meno riti, messe nere o pratiche tali da destare preoccupazione. Ad analizzare le foto sono stati Marco Tumietto, sociologo-criminologo ed esperto di simbologia rituale (che ha risposto alle prime due domande) e Patrizia Santovecchi, psicologa e presidentesse dell’osservatorio nazionale abusi psicologici (che ha risposto alle altre due ultime domande).

Quali significati potrebbe nascondere l’albero presente all’ingresso dell’area dedicata alle tombe etrusche?

“Durante l’analisi di simili scenari una componente fondamentale è la comprensione del contesto e di alcune variabili territoriali quali il tipo di flora presente nella zona, la qualità del terreno, la presenza di monumenti storici di particolare valore rituale quali ad esempio necropoli o tombe. In questo caso sappiamo che il Monte Morello, sulle pendici del quale si trovano le tombe etrusche, è formato da rocce calcaree di probabile origine sottomarina. Ha una flora composta anche da abeti bianchi e pini neri, i quali da qualche tempo muoiono per l’aggressività di insetti parassiti e funghi. Tutti elementi che hanno un forte valore per ritualità sincretiche di tipo pseudo-stregonico, le quali si basano largamente sullo sfruttamento di contesti naturali che si presuppone abbiano i voluti effetti negativi sulle persone che si intende colpire. Ricordiamo poi che nella Seconda Guerra Mondiale sul Monte Morello avvenne il così detto “Eccidio di Radio CORA”, per cui si tratta di un luogo in cui è presente del sangue versato in maniera cruenta. Il fatto che tale sangue faccia ormai parte del terreno da svariati decenni è considerato un vantaggio rispetto a tali pratiche. È probabile che il/gli autori di quanto presente sull’albero siano consapevoli delle caratteristiche del luogo. Si consideri infatti che la catena chiusa dal lucchetto, l’edera legata ad essa che appare essere finta, il fazzoletto e il drappo di particolari colori, i ninnoli e pupazzetti ivi appesi, il filo che parte dalla catena e si attorciglia al tronco giù fino al suolo, sono tutte componenti del rituale legate alla parte dell’albero in cui sono visibili i muschi e le spore, che solitamente in scenari simili ricordano molto il parassitismo, che assumono per l’autore un particolare connotato negativo. Questi dettagli, presi da soli, non avrebbero alcun senso, ma lo acquistano nel loro insieme, e tale insieme fa pensare ad un qualche tipo di maleficio o di altro rituale volto a influenzare l’agire di uno o più soggetti molto probabilmente ignari della cosa. Comunque avere una maggiore contestualizzazione della scena sarebbe certamente utile a chiarire ulteriori aspetti”.

Perché le due lettere PB? Le conchiglie per terra cosa potrebbero voler dire?

“Il significato delle conchiglie si ritiene sia strettamente collegato a quanto pervenuto sull’albero. La conchiglia infatti è un guscio vuoto, paragonabile ad una scoria. Questo va messo in relazione alle rocce calcaree del Monte ed alla presenza delle tombe antiche, le quali da un punto di vista simbolico, in questo particolare caso, possono essere equiparabili alle conchiglie, rappresentando anch’esse dei “gusci”. In larga misura si tratta di corrispondenze quasi totalmente analogiche, che non hanno alla base una vera e propria “liturgia”, ma solo delle corrispondenze simboliche dal supposto valore negativo. In merito alle due lettere è alquanto arduo esprimersi. Il motivo sta nel loro essere materialmente lontane dagli altri elementi della scena. Si pongono infatti più in alto della catena che delimita lo spazio rituale. Queste quindi non sono un elemento chiaro, pur suggerendo forse una qualche importanza essendo di grandi dimensioni e letteralmente inchiodate al tronco. Potrebbero essere riferite tanto alle iniziali del nome del potenziale destinatario, quanto una sorta di marchio, come ad esempio una firma lasciata dall’autore. Commentarle ulteriormente non porterebbe alcuna utilità effettiva poiché non abbiamo sufficienti informazioni riguardo ad esse. Ci sono infatti ambiguità di contesto non trascurabili che non permettono di avanzare ipotesi più precise. Alla terza e la quarta domanda risponde la Dott.ssa Patrizia Santovecchi, Psicologa e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (O.N.A.P.)”.

 Durante la pandemia vi è stato un aumento o meno di pratiche pseudo magiche, culti distruttivi o altri riti?

“Per quanto ci riguarda non abbiamo notato un incremento di segnalazioni rispetto al periodo precedente la pandemia. Questo non toglie che siano numerose le segnalazioni che arrivano all’Osservatorio rispetto a queste tematiche”.

In questi casi, quando i cittadini individuano alberi o oggetti composti in scenari anomali a chi si devono rivolgere?

“È sempre bene segnalare ritrovamenti anomali, come per esempio, l’albero in questione. La segnalazione può essere fatta alle Forze dell’Ordine in primis, ma anche come in questo caso al giornale di zona, senza dimenticare che è possibile segnalare la cosa anche all’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici dove, al suo interno, collaborano professionisti esperti sulla materia”.

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