Osmannoro: in arrivo 100 aziende cinesi

Il vicesindaco Sforzi: «La situazione delle aziende dell’Osmannoro è costantemente monitorata e controllata dall’Ispettorato del lavoro e dalla Asl, col supporto, quando richiesto, della nostra Polizia municipale.

Osmannoro: in arrivo 100 aziende cinesi
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Dopo la soffiata arrivata a BISENZIOSETTE, il vicesindaco conferma che è arrivata la richiesta in Comune: residenti molto preoccupati.

Osmannoro: in arrivo 100 aziende cinesi

All’Osmannoro sta per aprire un nuovo padiglione alveare? La notizia è corsa di bocca in bocca velocemente ed alcuni cittadini si sono rivolti a Bisenziosette per chiedere di fare piena luce. Secondo quanto trapelato in via Righi 72 all’Osmannoro,  nell’edificio per anni sede dei prodotti idrosanitari Chiappini,  potrebbero trovare ubicazione molte ditte gestite da persone di nazionalità cinese, si parla addirittura di cento ditte, all’interno dei 6000 mq dello stabilimento che sarebbe frazionato, appunto come un alveare, per consentire a ogni ditta di avere il proprio spazio. In effetti dopo anni di abbandono, proprio in questi giorni presso l’edificio individuato vi sono alcuni lavori in corso. Damiano Sforzi, vicesindaco e assessore all’Urbanistica, conferma in parte la notizia: «Quello di via Righi 72 è uno dei diversi immobili dell’area “Ex Chiappini”, all’interno dei quali sono già presenti aziende. In quest’area, già in passato siamo intervenuti per alcuni abusi edilizi. Una decina di giorni fa la proprietà ha presentato una Scia, attualmente in corso di valutazione per quanto riguarda gli aspetti edilizi. L’intenzione pare essere quella di creare uno spazio in grado di ospitare più realtà produttive. Ovviamente, il rigoroso rispetto delle regole e delle norme per noi è fondamentale e richiederemo tutte le verifiche necessarie da parte dei soggetti competenti in materia di igiene, sicurezza sui luoghi di lavoro e antincendio». Recandoci all’Osmannoro, incontriamo Donatella, Umberto e Maurizio che risiedono nella zona e che apprendono della notizia con sgomento: «La zona industriale dell’Osmannoro è già satura».

La paura dei residenti

«Abitiamo all’Osmannoro fin dal 1976, oggi sono circa 60 le famiglie che abitano qua e solo 14 sono le famiglie italiane. Dal 1995 abbiamo iniziato a fare segnalazioni ma quasi nessuno dei problemi sollevati è mai stato risolto. All’Osmannoro non esiste solo un problema di integrazione non riuscita stante il mancato rispetto delle più elementari regole del vivere in una comunità diversa ma a dilagare sono anche il degrado, l’incuria e l’illegalità. In via di Vittorio, angolo con via dei Giunchi,  ogni mattina si tiene, senza alcun permesso, il noto mercato di generi alimentari dove frutta e verdura fanno bella mostra di sé spesso per terra.  A essere intollerabile è anche la situazione di degrado: immondizia, rifiuti vari, ingombranti, scarti tessili, tutto viene abbandonato nelle postazioni dei bidoni condominiali o riversato ai bordi della strada».

Sicurezza e legalità a rischio

Per i residenti anche sicurezza e legalità risultano compromessi: «cosa succede nel parcheggio dell’Ikea dopo la chiusura, cosa succede nel circolo culturale di via Ponte a Giocoli e quante sono le case da gioco aperte h24? La nostra situazione è sempre più disagiata e visto il continuo abbandono da parte delle istituzioni interessate quali comune di Firenze e Città metropolitana abbiamo richiesto un  nuovo incontro con il Sindaco e la Giunta di Sesto e proprio lunedì 18 marzo, avremo un confronto con  alcuni di loro».
«Alla giunta chiederemo di porre in sicurezza gli attraversamenti pedonali, una segnaletica più precisa per il senso unico di via dei Giunchi e maggiori interventi delle forze dell’ordine soprattutto nelle ore serali. Pur se di competenza della città metropolitana, faremo presente anche la necessità di creare un percorso pedonale sicuro per raggiungere la farmacia di via Lucchese e chiederemo di effettuare controlli presso il fosso aperto nella rotatoria fra via Lucchese e via Nobel oramai considerato una discarica. Segnaleremo, ancora,  la continua sosta selvaggia e il desiderio di realizzare un piccolo giardino nell’aiuola di Via Nobel».
«La situazione delle aziende dell’Osmannoro – ha precisato ancora il vicesindaco -  è costantemente monitorata e controllata dall’Ispettorato del lavoro e dalla Asl, col supporto, quando richiesto, della nostra Polizia municipale. Negli ultimi anni il lavoro di contrasto e prevenzione portato avanti dalle Istituzioni si è molto intensificato, anche con iniziative come quella di Inside Osmannoro.  Qualche mese fa Menarini ha acquistato l’ex Longinotti. Una notizia molto positiva, poiché conferma l’attrattività del nostro territorio che si candida a diventare un polo di eccellenza nel settore farmaceutico. Al momento non sono ancora state presentate richieste specifiche, ma è in corso una positiva interlocuzione. In questo senso possiamo citare l’osservazione al Piano strutturale presentata dall’azienda e parzialmente accolta. Certo rimangono ancora molti grandi contenitori vuoti che, come accaduto con l’ex Longinotti, auspichiamo di poter rivedere tornare a nuova vita quanto prima. È una sfera in cui la capacità di intervento del Comune è limitata, poiché attiene ai rapporti tra privati».
«Noi residenti abbiamo sopportato fin troppo – replicano Donatella, Umberto e Maurizio – e per l’ennesima volta siamo costretti a reclamare la necessaria attenzione appartenendo anche noi al Comune di Sesto dove versiamo le nostre tasse».

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