CRONACA

Olio, per le cooperative aderenti a Legacoop Toscana 
una buona annata per qualità e quantità, trainata dalle aree interne

In queste prime settimane di frangitura le rese sono attorno al 12%, ma salvo imprevisti si potrà arrivare nelle prossime intorno al 13,5%.

Olio, per le cooperative aderenti a Legacoop Toscana 
una buona annata per qualità e quantità, trainata dalle aree interne
Firenze, 10 Novembre 2020 ore 12:03

Si prospetta una buona annata per qualità e quantità di olio prodotto per le cooperative aderenti a Legacoop Toscana. In particolare, secondo una prima ricognizione effettuata tra alcune delle principali cooperative appartenenti al Dipartimento agroalimentare di Legacoop Toscana, nelle aree interne la quantità di olive molite potrebbe triplicare rispetto all’anno precedente. In calo invece la produzione sulla costa. Dappertutto, l’olio prodotto avrà buona qualità organolettica (l’infestazione della mosca olearia non ha avuto l’habitat climatico ottimale e questo ne ha limitato la riproduzione), con buone rese: in queste prime settimane di frangitura le rese sono attorno al 12%, ma salvo imprevisti si potrà arrivare nelle prossime intorno al 13,5%.

L’analisi

Già da alcuni anni in Toscana alcune delle principali cooperative aderenti a Legacoop Toscana hanno fatto sistema con due obiettivi: concentrare l’olio conferito dai soci e intrattenere rapporti commerciali pluriennali, per dare risposte ai produttori agricoli mantenendo il prezzo dell’olio ad un livello accettabile. “La nostra è l’unica vera filiera olearia italiana che detiene produzione e commercializzazione – sottolinea Massimo Carlotti, responsabile del Dipartimento Agroalimentare di Legacoop Toscana – un modello nel panorama italiano”.
La filiera vede la presenza di un’organizzazione di prodotto riconosciuta: l’Ota-Olivicoltori Toscani Associati con al suo interno Terre dell’Etruria, cooperative Montalbano Olio&Vino e Frantoio Valdelsano, strumento per accedere ai finanziamenti comunitari.
Con l’obiettivo di raggiungere i mercati, queste stesse cooperative detengono quote di partecipazione della Montalbano Agricola Alimentare Toscana, spa con sede operativa a Vinci che vede nella propria compagine sociale, oltre alle coop toscane, alcune coop pugliesi e Coopfond, il fondo mutualistico di Legacoop.
“Questa filiera di avanguardia ci consente di dare più forza alla nostra azione commerciale, di risparmiare e di superare insieme le crisi di mercato, bilanciando eventuali perdite – afferma Carlotti – E di dare risposte ai produttori di olio, che hanno un buon motivo per investire in nuovi impianti e per non abbandonare gli oliveti”.

La cooperativa Frantoio Valdelsano (1080 produttori agricoli associati) ha iniziato il14 ottobre la frangitura nel frantoio di San Gimignano (Si). “Al 30 ottobre eravamo a 11mila quintali franti di olive, a fine raccolta stimiamo di arrivare a 25mila quintali di olive frante – afferma il presidente della cooperativa Andrea Carpitelli – quindi più del doppio rispetto al 2019 quando le olive molite erano state 10mila e 700 quintali, mentre nel 2018 erano state 18mila quintali. Quest’anno abbiamo avuto un clima favorevole con temperature miti nel momento della fioritura degli olivi, che è quello più delicato. La mosca è quasi assente e la qualità è ottima”.

La cooperativa Ota- Olivicoltori Toscani Associati associa produttori da tutta la Toscana (con prevalenza nelle province di Firenze, Prato, Pistoia, Arezzo e Siena). Nel frantoio di Cerbaia (Scandicci) la frangitura è partita il 14 ottobre. “A fine ottobre abbiamo rese attorno al 12%, che è una percentuale molto buona per il periodo – afferma il direttore di Ota Giampiero Cresti – Nel 2020 stimiamo di lavorare 20-25mila quintali di olive, circa il triplo rispetto al 2019, che corrisponde a una campagna olearia medio-buona”.

Alle Cooperative Montalbano Olio&Vino (2300 soci, oltre 1500 produttori di olio) con sede a Lamporecchio (Pt) la frangitura è iniziata l’8 ottobre. “Per l’olio questa sarà un’annata da ricordare per qualità e quantità – afferma il presidente Cesare Paganelli – Le olive sono sane, non c’è la mosca, l’acidità è bassissima. Il nostro obiettivo per il 2020 è di raggiungere i 60mila quintali di olive molite, rispetto ai circa 23mila del 2019 e ai circa 50mila del 2018. Se così fosse questa risulterebbe tra le migliori annate”.

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