Un grande successo

Meyer, un intervento senza precedenti: trapianto ad una bambina affetta da leucemia e positiva al Covid-19

L’operazione è stata eseguita nonostante il rischio di complicanze causato dal Covid-19

Meyer, un intervento senza precedenti: trapianto ad una bambina affetta da leucemia e positiva al Covid-19
Firenze, 19 Settembre 2020 ore 15:50

Un intervento delicato e senza precedenti quello svolto al Meyer di Firenze. Una bambina positiva al coronavirus è stata sottoposta, lo scorso 19 agosto, a un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche per curare una forma di leucemia mieloide ad alto rischio.
L’operazione è stata eseguita con successo nonostante il rischio di complicanze causato dal Covid-19. Dopo un mese la piccola paziente è tornata a casa ed è anche risultata negativa al tampone.
Il caso è stato reso noto dall’Azienda ospedaliero universitaria del pediatrico Meyer nel quale la bambina è stata curata. La piccola, di un anno e cinque mesi, doveva essere sottoposta a trapianto in tempi rapidi, ma i tamponi a cui è stata sottoposta nell’arco dei mesi precedenti continuavano a dare sempre lo stesso responso di positività al Covid-19.
“Non avevamo scelta, perciò abbiamo preso il coraggio a quattro mani e abbiamo deciso di andare avanti” ha spiegato la responsabile della Sezione trapianti ematopoietici del Centro di eccellenza di oncologia ed ematologia, Veronica Tintori, diretto da Claudio Favre. Finalmente oggi, a un mese di distanza dal trattamento, effettuato il 19 agosto, arriva la prova che la scelta dei medici era giusta. La giovanissima paziente adesso dovrà seguire desso un serrato percorso di cure e controlli per monitorare l’andamento della patologia oncologica, ma il suo recupero rappresenta intanto un grande traguardo.
Le cellule, donate dal padre, hanno attecchito e non si sono verificate complicanze particolari. Dopo circa un mese di degenza protetta la bambina è tornata a casa e contemporaneamente, è arrivato anche il risultato del tampone, negativo per la felicità di tutti. “La peculiarità di questo trapianto – ha detto il direttore Favre – è stata l’averlo iniziato con la piccola ancora positiva al coronavirus e in assenza di una risposta immunitaria di guarigione. Ci trovavamo a iniziare la procedura trapiantologica in una condizione clinica paragonabile a una brutta influenza: in questi casi il trapianto viene solitamente rinviato”. “Trattandosi di coronavirus il rischio di complicanze gravi era di gran lunga superiore. Una decisione quindi molto sofferta e discussa più volte da tutto il nostro gruppo di oncoematologi del Meyer”.

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