CRONACA

La regione Toscana ha approvato il calendario venatorio: forti critiche dal Wwf

Secondo i rappresentanti del Wwf la regione Toscana rimane ostaggio dei cacciatori.

La regione Toscana ha approvato il calendario venatorio: forti critiche dal Wwf
Cronaca Firenze, 10 Agosto 2021 ore 09:43

La regione Toscana ha approvato il calendario venatorio: forti critiche dal Wwf

La Giunta Regionale della Toscana in questi giorni di nuovo approvato il prelievo venatorio di due specie (Moriglione e Pavoncella) e la scelta ha suscitato le forti critiche di Roberto Marini, delegato regionale del Wwf per la Toscana e Guido Scoccianti, referente Gdl biodiversità 2030 Wwf Toscana.

"Incredibile ma vero - hanno dichiarato - Due specie dichiarate dall’Unione Europea in grave declino e pertanto necessitanti di tutela; il Ministero che chiede alle Regioni di escluderle dai calendari venatori; il Tar della Toscana che per ben due volte (a seguito di ricorso presentato da WWF LIPU, ENPA e LAV) annulla i provvedimenti con cui la Regione Toscana ne aveva comunque permesso la caccia negli ultimi due anni; sembrava che potesse essere finita qui e invece non lo è.

La Giunta Regionale della Toscana ha infatti in questi giorni di nuovo approvato il prelievo venatorio di queste specie (Moriglione e Pavoncella), evidenziando come anteponga le richieste dei cacciatori a quelle dell’Unione Europea e alle sentenze del Tar. Purtroppo questa è la realtà che abbiamo di fronte".

Già annunciata l'intenzione di fare ricorso

"La cattiva fede che sta alla base del provvedimento - hanno aggiunto Marini e Scoccianti - è resa evidente anche dalle sue modalità. Per la evidente insostenibilità della scelta, il prelievo venatorio di queste due specie non è stato quest’anno inserito nel contesto del complessivo calendario venatorio (per evitare che un ricorso lo potesse bloccare), ma in un provvedimento specifico a parte, anzi in due provvedimenti specifici a parte. La Giunta Regionale ha infatti approvato due separate delibere con cui riapre la caccia rispettivamente e singolarmente ad ognuna delle due specie.

In questo modo le Associazioni ambientaliste dovranno fare non un ricorso (già il terzo sullo stesso tema, con entrambi i precedenti già vinti) ma due ricorsi.
La battaglia delle Associazioni ambientaliste non si ferma certo qui e proseguirà al Tar ed in tutte le sedi idonee e possibili per poter fermare una gestione della fauna selvatica che calpesta la scienza, le istituzioni nazionali e sovranazionali, e l’interesse di tutti i cittadini che è quello della tutela della fauna selvatica, patrimonio di tutti noi"