BATTAGLIA LEGALE

Gli Uffizi “stangano” i bagarini del web

Boxnic, società con domini registrati in Usa che usava indebitamente siti contenenti il nome della Galleria per vendere biglietti a prezzo maggiorato, dopo una sentenza della Corte Federale dell'Arizona ha dovuto interrompere la pratica perché abusiva. Ora i magistrati hanno imposto all'azienda il pagamento delle spese del processo.

Gli Uffizi “stangano” i bagarini del web
Firenze, 09 Giugno 2020 ore 10:59

Vittoria giudiziaria delle Gallerie degli Uffizi contro chi vende biglietti maggiorati online utilizzando impropriamente il nome “Uffizi” nei propri domini web.

Gli Uffizi “stangano” i bagarini del web

Le Gallerie degli Uffizi di Firenze stangano ancora i bagarini del web. Appena quattro mesi fa, con una importante sentenza la Corte Federale americana dell’Arizona ha deciso che solo il museo fiorentino può usare siti web contenenti il nome “Uffizi”, in quanto unico legittimo titolare del nome stesso, stabilendo al contempo che la società BoxNic, che, da domini registrati in Usa ,utilizzava siti come uffizi.com, uffizi.net, uffizigallery.com, uffizigallery.org e simili per vendere biglietti della Galleria a prezzo maggiorato, interrompesse immediatamente questa pratica, considerandola del tutto abusiva.

La condanna

La stessa corte, adesso, ha anche condannato BoxNic a rimborsare agli Uffizi le spese legali del processo sostenuto in America: 120mila dollari la somma che l’azienda dovrà corrispondere al museo, equivalente a circa 106mila euro.

Il direttore degli Uffizi soddisfatto

“Nel sistema giuridico americano è raro che il giudice condanni al pagamento delle spese legali del procedimento, ma, secondo i magistrati federali dell’Arizona, stavolta questa misura è pienamente giustificata dalla gravità del comportamento della nostra controparte – sottolinea il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – è la conferma definitiva della prima grande vittoria degli Uffizi nella difficile lotta contro i vampiri della rete. Una lotta che non si ferma certo qui, ma prosegue ancora più dura per debellare questa piaga”.

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