Emergenza contagio

Focolaio covid tra Sesto e Campi: coinvolti  50 lavoratori della Gls 

Il sindaco Cobas  appoggia la richiesta dei lavoratori di sospendere le attività dei magazzini per il tempo necessario a fermare la diffusione del virus.

Focolaio covid tra Sesto e Campi: coinvolti  50 lavoratori della Gls 
Piana Fiorentina, 04 Ottobre 2020 ore 00:01

Focolaio covid tra Sesto e Campi: coinvolti  50 lavoratori della Gls 

Focolaio di Covid-19 nei centri di smistamento Gls di Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino. Tra i 115 magazzinieri impiegati – dipendenti in appalto del Consorzio Elettra – sono almeno 50 i positivi accertati, a cui se ne potrebbero sommare altri ancora in attesa di esito del tampone. Sono questi i risultati  del tamponamento di tutto il personale eseguito tramite un privato e richiesto con forza dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali Si Cobas e Adl Cobas dopo che nella giornata di lunedì erano emersi tre casi di positività al coronavirus e molti dipendenti mostravano già sintomatologie associabili al virus.

“Se si fossero seguite le “procedure”, – spiegano dal sindaco –  saremmo ancora in attesa dell’intervento dell’Asl, e con cinquanta positivi ancora in magazzino ad infettare i propri colleghi.  Nei magazzini della Gls non si rispettano le distanze di sicurezza, ma secondo il protocollo non è necessario se si indossa la mascherina. Purtroppo per i lavoratori di Gls la mascherina evidentemente non è stata sufficiente ad evitare il contagio di 50 persone.

Il fatto  è che il rispetto delle misure contenute nel “Protocollo sulla sicurezza” sottoscritto da governo e parti sociali non è sufficiente a scongiurare l’esplosione di focolai di questo tipo. Dopo i risultati dei tamponi, ai lavoratori negativi è stato richiesto di tornare a lavoro, senza premurarsi di effettuare una indagine epidemiologica per riscontrare eventuali contatti con i positivi sul posto di lavoro. 

È assurdo che in situazioni di questo tipo l’obbligo di quarantena previsto per chi è stato a contatto con i positivi non venga applicato ai colleghi che con questi lavorano fianco a fianco. Sopratutto dal momento in cui, come in questo caso, è evidente che il luogo di lavoro è il luogo del contagio“.

Avanzata la richiesta di sospendere l’attività dei magazzini 

“Come Si Cobas e ADL Cobas – prosegue la nota –  appoggiamo la richiesta dei lavoratori di sospendere le attività dei magazzini per il tempo necessario a fermare la diffusione del virus e di procedere alla riapertura dopo un nuovo tampone a tappeto. 

Troppo spesso la salute di chi lavora viene sacrificata per i profitti delle aziende. Ora più che mai questo non è tollerabile. Il problema riguarda milioni di lavoratori, le loro famiglie e tutta la comunità che si trova ancora a fare conti con questo micidiale virus”.

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