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Verso la Multiutility toscana: con la fusione, più forza ai territori

Con l’atto di fusione approvato dai consigli di amministrazione di Acqua Toscana SpA, Consiag SpA e Publiservizi SpA e Alia Servizi Ambientali SpA si avvia formalmente il percorso per la costituzione della nuova holding dei servizi pubblici locali,

Attualità Firenze, 03 Maggio 2022 ore 15:12

Con l’atto di fusione approvato dai consigli di amministrazione di Acqua Toscana SpA, Consiag SpA e Publiservizi SpA e Alia Servizi Ambientali SpA si avvia formalmente il percorso per la costituzione della Multiutility Toscana, la nuova holding dei servizi pubblici locali, partecipata da sessantasei comuni della Toscana Centrale, tra i territori dell’Empolese Valdelsa e le province di Firenze, Prato e Pistoia.

Cosa cambia

La struttura post fusione, con quote destinate ai Comuni di Firenze (37,1%), Prato (18,2%), Pistoia (5,4%) Empoli (3.4%) ed altri comuni toscani (35,9%) sarà ora sottoposta all’approvazione, entro settembre 2022, da parte dei Consigli Comunali e dell’Assemblea della società.

Il percorso di aggregazione è stato disegnato come una piattaforma aperta, in grado di coinvolgere sin da subito tutte le utilities toscane che ad oggi sono osservatori privilegiati di questo processo.

A seguito della approvazione in Assemblea, saranno pertanto previsti due successivi aumenti di capitale: il primo, approssimativamente entro l’ultimo trimestre del 2022, rivolto ai conferimenti delle quote da parte delle altre utilities interessate. Il secondo, entro il 2023, attraverso la quotazione e la creazione di una Public Company con almeno il 51% del capitale sociale detenuto dai soci pubblici e il 49% finanziato dal mercato azionario, al fine di attrarre risorse utili ai necessari piani di investimento senza incidere sulle tariffe.

Si punta, quindi, a consolidare un settore industriale strategico, colmando un forte ritardo rispetto ai processi di fusione già da tempo realizzati dalle regioni del nord e del centro Italia, mantenendo su questo territorio tutte le leve strategiche e decisionali sui processi industriali e le relative ricadute di natura economica e sociale.

Il primo nucleo di aggregazione costituisce un player integrato nei settori ambiente, energia e ciclo idrico, in grado di garantire già oggi circa 700M€ di ricavi (dati 2021) con un Ebidta di 171M€, investimenti per 171 M€ ed un patrimonio netto di 467M€, e con significative partecipazioni: Estra (39.6%), Acque (19,3%) e Toscana Energia (31%). L’apertura a partecipazioni delle altre aziende del territorio toscano offre opportunità di crescita e consolidamento fino ad un obiettivo di oltre 3 miliardi di fatturato, potenzialmente oltre 4 miliardi considerando l’espansione nelle regioni limitrofe.

La creazione della Multiutility e la successiva quotazione genera un impatto positivo sulle società, gli azionisti, cittadini/utenti e territori, grazie ad efficienze e sinergie industriali, miglioramento dei servizi, contenimento e riduzione dei costi delle bollette, raddoppio dei dividendi per i comuni soci e della capacità d’investimento fino ad 1,5 miliardi, con il conseguente incremento di occupazione diretta ed indiretta e sviluppo delle filiere locali.

Il progetto è stato presentato questa mattina in Regione Toscana, illustrato da Alberto Irace, l’Amministratore Delegato di Alia incaricato dai soci alla costruzione del progetto Multiutility. Ha portato il saluto Eugenio Giani, Presidente della Regione; sono intervenuti Simone Faggi, Amministratore Unico di Acqua Toscana, Nicola Perini, Amministratore Unico di Consiag, Marco Baldassarri e Filippo Sani rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di Publiservizi, il Presidente di Alia, Nicola Ciolini. In rappresentanza dei comuni soci erano presenti Dario Nardella, sindaco di Firenze, Matteo Biffoni, sindaco di Prato, Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia, Brenda Barnini, sindaco di Empoli, Alessio Falorni, sindaco di Castelfiorentino e presidente dell’Unione dei comuni empolese valdelsa, Emiliano Fossi, sindaco di Campi Bisenzio in rappresentanza dei comuni della Piana Fiorentina, Monica Marini, sindaco di Pontassieve per l’area Valdisieve/Valdarno, Paolo Sottani, sindaco di Greve l’area del Chianti, e Marco Recati, Ass. del Comune di Scarperia e San Piero per l’area del Mugello.

Il commento del sindaco di Pistoia

 “Fin dall’inizio abbiamo partecipato attivamente alla ricerca della strada migliore per avere servizi più efficienti a costi inferiori, per superare i problemi che ancora oggi ci sono e che ricadono sui cittadini. Una strada che – sottolinea il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi - dovrà essere delineata dai Comuni, senza pregiudizi ma senza nemmeno progetti preconfezionati. Pistoia ha cercato, fin da subito, di orientare questo percorso con indirizzi precisi che continueremo a far valere.

Quanto presentato stamani è tecnicamente un punto di partenza per valutare se questo sia o meno lo strumento idoneo a dare soluzione ai problemi che ad oggi riscontriamo nei servizi. Una valutazione che è rimessa ai Consigli comunali e all’assemblea dei soci. Questa mattina ho ribadito due posizioni già espresse dal Comune di Pistoia, due vincoli per noi non superabili: che la maggioranza sia saldamente nelle mani pubbliche, con la previsione di paletti strettissimi che non permettano il passaggio ai privati e, secondo, che non si scordi mai l’obiettivo finale, ovvero – ribadisce il sindaco - avere servizi migliori a costi inferiori per la collettività, cosa che ad oggi non avviene. Queste sono richieste che non facciamo adesso, ma che abbiamo portato in tutte le sedi opportune. L’esigenza di avere sul tavolo una valutazione tecnica – continua il sindaco - nasce dai tre problemi ad oggi esistenti: la necessità di investimenti, penso alla depurazione, alla rimozione del cemento amianto, alla mancanza di impianti per il ciclo dei rifiuti; la necessità di non continuare a portare le risorse dei toscani alla romana Acea; la necessità di fermare l’avanzata delle grandi multiutility che da fuori regione stanno continuando ad acquistare in Toscana prendendo terreno con il rischio per noi, proprio per questo, di essere fagocitati. Questi problemi erano e sono da affrontare, anche perché le conseguenze ricadono direttamente sui cittadini e le aziende

 

 

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