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Urbanistica, Ordine Ingegneri: “Soddisfatti per le modifiche su legge Marson”

Il presidente della Commissione urbanistica dell'Ordine degli Ingegneri di Firenze Fabio Terrosi: “Accolti molti suggerimenti, cruciale il punto sull'adeguamento sismico”

Urbanistica, Ordine Ingegneri: “Soddisfatti per le modifiche su legge Marson”
Attualità Firenze, 26 Novembre 2021 ore 12:10

“Siamo soddisfatti e moderatamente positivi, gli ordini professionali hanno partecipato alle conferenze e sono stati accolti molti suggerimenti”. È il commento di Fabio Terrosi, presidente della Commissione urbanistica dell'Ordine degli Ingegneri di Firenze a proposito delle modifiche alla legge regionale 65/2014 della Toscana, nota come 'Legge Marson' sull'urbanistica, approvate a maggioranza dal Consiglio regionale. Tra le novità introdotte dalla legge c'è la modifica della nozione di ristrutturazione edilizia, che è stata ampliata; la possibilità di comprendere anche interventi di aumento di volumetria; la proroga del piano operativo dei Comuni da tre a cinque anni; il dimezzamento dei tempi di attesa per l'autorizzazione sismica.

Il commento di Fabio Terrosi

“Sono state fatte precisazioni importanti - ha spiegato Terrosi - sui permessi di costruire, sulle Scia e c'è un passaggio fondamentale sugli interventi, quando si dice 'Fatte salve le innovazioni necessarie per adeguamento alla normativa sistema'. Questo punto è centrale per gli ingegneri: spesso negli interventi dei Comuni certi interventi necessari per l'adeguamento passavano di categoria o addirittura non venivano accettati”. C'è poi “la semplificazione sul rilascio delle autorizzazioni che hanno un mese di tempo altrimenti scatta il silenzio assenso”. Terrosi ha citato anche gli articoli 140 “sulle deroghe delle distanze” e il 198 “sulle tolleranze costruttive”.

Il bilancio è dunque positivo: “L'unico aspetto su cui si poteva fare qualcosa in più - ha concluso il presidente della Commissione urbanistica dell'Ordine degli Ingegneri di Firenze - è quando si parla di riuso di volumi esistenti. Molto spesso ci scontriamo con i Comuni che, per questi riusi, non danno i cambi di destinazione. Immaginiamo un edificio produttivo in centro storico: se non ho il cambio di destinazione questo, a livello commerciale, vale zero. Nel complesso, lo ripeto, siamo comunque soddisfatti”.