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Prato

Morire ai tempi del Covid costa sempre di più

Onoranze funebri e associazioni lanciano l’allarme

Morire ai tempi del Covid costa sempre di più
Attualità Prato, 21 Novembre 2021 ore 17:00

Costi alle stelle: anche morire sembra essere diventato ormai un lusso. L’aumento dei costi post pandemia sembra non aver lasciato scampo proprio a nessuno, neppure ai servizi legati alla persona. Fra questi anche i servizi funebri, che si occupano tradizionalmente di accompagnare dall’inizio alla fine familiari e amici del defunto nell’organizzazione della cerimonia.

Morire ai tempi del Covid costa sempre di più

Ad aver portato a galla la notizia è stata l’indagine condotta dall’agenzia di informazione “Help Consumatori” che ogni anno rende pubblici, in occasione della giornata di commemorazione dei propri cari del 2 novembre, i dati racconti a livello nazionale. Questi hanno testimoniato nuovamente un incremento sostanziale dei prezzi rispetto a novembre dello scorso anno, con un costo finale che oscilla fra i 1700 euro, per le cerimonie più semplici, fino ad arrivare ai 3000/4000 euro per riti più prestigiosi.

«L’aumento dei costi è ormai sotto gli occhi di tutti – ha spiegato il titolare dell’impresa di onoranze funebri Iris, in via di Coiano a Prato – Tanti identificano nella pandemia la principale causa di ciò, quando a mio avviso questa è soltanto una scusante per giustificare quello che è un aumento generale che ormai ha colpito tutti i settori. Nel nostro caso specifico, in quanto azienda privata, è ovvio che ci siano da considerare spese maggiori che non interessano o che interessano solo in parte quelle che sono istituzioni pubbliche che si avvalorano spesso del supporto e dell’aiuto da parte di volontari, i quali hanno un costo di mantenimento diverso rispetto a quello che può avere un dipendente a tempo pieno. Per quanto possibile abbiamo sempre cercato di aiutare e di venire incontro alle famiglie che si rivolgono a noi, molte delle quali vivono ancora situazioni difficili in casa a livello economico – ha poi continuato - E’ chiaro a tutti che l’aumento generale dei costi si riversa e interessa a ruota tutti i diversi settori commerciali. Se il costo della benzina ha raggiunto oggigiorno quasi i 2 euro al litro, viene da sé un conseguente aumento di quelli che sono ad esempio i costi di trasferimento della salma. Altro grande problema, di cui si è già a lungo parlato, resta quello delle materie prime difficili da reperire e molto costose. Le difficoltà logistiche legate alla ridistribuzione dei materiali hanno incrementato i prezzi dei metalli e non solo. Nel caso del nostro settore ad aver subito quest’impennata è stato soprattutto lo zinco utilizzato per la produzione della contro-cassa e il legno, aumentato quasi del 30% rispetto allo scorso anno».

Costi che hanno spinto molte persone verso nuove tendenze già da diversi anni, prima fra tutte quella della cremazione.

«La pratica della cremazione, ormai sempre più diffusa anche nel nostro paese, ha incrementato il “taglio ai legni” – ha poi ripreso – Materiali considerati più umili e abbordabili dal punto di vista economico, come abete e larice sono stati tagliati in quantità enormi e sono adesso più difficili da trovare. Al contrario, legni più pregiati come il mogano, il rovere o il noce sono più facili da reperire data la loro abbondante quantità, ma a un prezzo maggiore – ha poi concluso».

Un aumento che interessa nella nostra realtà cittadina sia le imprese private che quelle pubbliche, seppur in maniera minore.

«Per quanto riguarda le imprese pubbliche – ha spiegato Simone Alberti, responsabile area funebre della Pubblica Assistenza L’Avvenire – i costi sono più calmierati. Cerchiamo di mantenere sempre una linea costante, offrendo servizi di diversa natura sul territorio locale che vanno al di là di quelli offerti da un’impresa funebre privata. Nonostante purtroppo il lavoro sia aumentato molto in questi ultimi due anni, conseguenza delle vittime da Covid-19, anche il nostro settore deve fare i conti con quelli che sono i costi e i prezzi che il mercato richiede. La situazione non è tragica, ma si stima un aumento sul prezzo finale di quasi 200 euro rispetto agli anni precedenti».