grave perdita

Lutto nel mondo dello sport pratese: è morto, a 64 anni, Piero Sambrotta

Il mondo dello sport pratese, in particolar modo del podismo e dell'atletica, piange la scomparsa a 64 anni di Piero Sambrotta, protagonista sia come atleta che come organizzatore.

Lutto nel mondo dello sport pratese: è morto, a 64 anni, Piero Sambrotta
Attualità Prato, 05 Luglio 2021 ore 17:41

Il Centro Giovanile di Formazione Sportiva e tutto il mondo dello sport piangono l’improvvisa scomparsa di Piero Sambrotta.

Il dolore del CGFS Prato per la scomparsa di Piero Sambrotta

Se n’è andato nella notte, a quasi 64 anni (li avrebbe compiuti il prossimo settembre), uno dei pilastri dello sport pratese. Prima atleta di grande livello e poi collaboratore storico del Cgfs, Sambrotta aveva ricoperto più ruoli e si era occupato di molteplici attività di grande importanza fino ai giorni immediatamente precedenti l’arresto cardiaco che lo ha strappato all’affetto delle figlie Eva e Ilde e della moglie Simona.

“Abbiamo iniziato praticamente insieme, a metà degli anni ’70, a collaborare all’interno del Centro Giovanile di Formazione Sportiva – ricorda Beatrice Becheri, direttrice del Cgfs -. Piero era una persona gentile e disponibile, ma anche un uomo molto capace e dinamico. La sua passione, la sua esperienza e la dedizione per questo lavoro lo avevano fatto diventare un punto di riferimento all’interno del Cgfs. La sua scomparsa così improvvisa ha sconvolto tutti. Lascerà un grande vuoto dentro ognuno di noi, che ricorderemo sempre la sua capacità di sapersi mettere in gioco e di saper superare ogni tipo di sfida, nella vita e nel lavoro”.

Dopo una giovinezza trascorsa sulle piste di atletica, dove era riuscito a distinguersi come maratoneta, arrivando a sfiorare la convocazione alle Olimpiadi, Piero Sambrotta non aveva mai abbandonato lo sport che tanto amava e non aveva perso la voglia di superare i suoi limiti, arrivando a compiere vere e proprie imprese sportive come correre la “Maratona di New York” in meno di 2h30’ (2h23’ per l’esattezza), o partecipare a gare massacranti di triathlon da atleta Master, ad alcuni “Ironman” e a manifestazioni di ciclismo “estremo” come l’ “Eroica” e la “Parigi-Roubaix” per amatori.

Umile, discreto e poco incline a vantarsi dei suoi risultati, Piero aveva però trovato la sua vera ragione di vita nella seconda parte della sua carriera sportiva, quella appunto trascorsa all’interno del Cgfs, dedicando gran parte del suo impegno ai più deboli e all’importanza sociale delle attività sportive. Fu lui, assieme a Luciano Giusti e alla Polisportiva Aurora, a lavorare in prima persona fin dagli anni ’90 per far diventare lo sport un veicolo di integrazione e un modo per aiutare le persone con disagi psichici a reinserirsi nella società, a trovare un impiego e a recuperare una dignità e una serie di diritti che, purtroppo, non erano loro riconosciuti in quegli anni. In tempi più recenti, si deve sempre a lui, fra le altre cose, la creazione della “Prato Urban Run”, camminata alla scoperta delle bellezze della nostra città che negli anni ha permesso a tantissime famiglie di scoprire luoghi particolari e scorci poco conosciuti di Prato in una modalità del tutto nuova.

Professionista esemplare dal punto di vista dell’attività educativa, Sambrotta era stato sempre capace di rinnovarsi e di stare al passo con i tempi, assecondando le varie esigenze del Centro Giovanile di Formazione Sportiva e contribuendo ad affiancare i giovani con la sua esperienza anche nei progetti più innovativi. Negli ultimi anni, infatti, oltre ad occuparsi delle questioni amministrative e burocratiche, Piero aveva seguito da vicino anche tutti i bandi europei in cui il Cgfs è capofila o attore principale.

“Ho conosciuto Piero solo negli ultimi anni e sono sconvolto. Era persona dalla rara umanità e disponibilità. Amato da tutti, per me è stato un punto di riferimento continuo per le sue competenze e il suo entusiasmo – conclude il presidente del Centro Giovanile di Formazione Sportiva, Gabriele Grifasi -. Il Cgfs perde una parte importante della sua storia e non potrà mai colmarne questa mancanza. Tutto il mondo sportivo non ti dimenticherà. Le nostre condoglianze e un grande abbraccio, in questo momento di dolore, vanno a tutta la famiglia. Ciao Piero”.