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I lavoratori dell'ex Gkn hanno "occupato" il Consiglio comunale di Firenze e scoppia la polemica sull'Inno d'Italia

I lavoratori hanno affermato di rimanere ad oltranza all'interno della sede del Consiglio,  fino a che non avranno ottenuto le risposte riguardo la reindustrializzazione del sito di Campi Bisenzio. 

I lavoratori dell'ex Gkn hanno "occupato" il Consiglio comunale di Firenze e scoppia la polemica sull'Inno d'Italia
Attualità Firenze, 14 Novembre 2022 ore 19:14

I lavoratori dell'ex Gkn hanno "occupato" il Consiglio comunale di Firenze e scoppia la polemica sull'Inno d'Italia

Oggi pomeriggio i lavoratori dell'ex Gkn, lo stabilimento di Campi Bisenzio ora di proprietà di Francesco Borgomeo hanno "occupato" la sala del Consiglio comunale di Firenze dove è in corso la seduta. Pochi minuti dopo l'inizio dei lavori è subito scoppiata la polemica sull'Inno d'Italia ed il fatto che i lavoratori non si sono alzati in piedi ad ascoltare l'Inno così come prevede il regolamento.

I lavoratori, intanto, hanno affermato di rimanere ad oltranza all'interno della sede del Consiglio,  fino a che non avranno ottenuto le risposte riguardo la reindustrializzazione del sito di Campi Bisenzio.

"Prima di tutto - ha dichiarato la Rsu - l'azienda deve ritirare le proprie calunnie sull'inagibilità dello stabilimento, perché far passare quelle bugie vuol dire mettere una croce nera sul sito industriale. Secondo, deve mettere a disposizione di una governance pubblica, del comitato di proposta e di verifica, tutti i dati necessari per fare una vera reindustrializzazione.

Non ce l'hanno in mano? Va bene, ma allora lascino almeno il diritto di proposta agli altri. Cosa che non stanno facendo".

La polemica sull'Inno 

Ad accendere la polemica è stato Emanuele Cocollini, vicepresidente vicario del Consiglio comunale.

"Troviamo un fatto grave e non tollerabile nell'aula del Consiglio comunale di Firenze - ha detto - che il pubblico presente, formato oggi da numerosi operai della Gkn, non si sia alzato in piedi durante l'esecuzione dell'inno nazionale. Nonostante che la vicepresidente Felleca che presiedeva la seduta abbia ricordato l’obbligo regolamentare, e gli agenti della polizia municipale presenti in aula gli abbiano chiesto di alzarsi.

Non si può far finta di niente di fronte a un gesto che non ha scusanti e mostra disprezzo verso l'inno di Mameli, simbolo dell'unità nazionale".

Immediata la replica di Sinistra Progetto Comune 

"Quale sovranità italiana viene difesa da chi di fronte a operai che perdono il posto di lavoro fa caso al loro rispetto per istituzioni che non offrono soluzioni?"

Queste le dichiarazioni di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu - Sinistra Progetto Comune

"Il Vicepresidente Cocollini si sarà accorto in questi oltre tre anni che il consigliere Palagi esce dall'aula - quando possibile - nel momento di esecuzione degli inni. Nonostante questo, guardando la partita della nazionale di rugby, lo stesso Palagi uno degli inni lo ha anche cantato. Perché era diverso il contesto.

Trovo sbagliato dare tanta solennità a un luogo in cui poi molti comportamenti non corrispondono al ruolo che si dovrebbe svolgere. Un esempio chiaro lo offre proprio la vicenda della GKN: la nuova proprietà stamani tira in ballo Comune e Regione.
Ecco: il Sindaco di Campi, ora deputato, il Sindaco di Firenze e il Presidente della Regione Toscana (che definirono un "successone" l'arrivo del nuovo "investitore") perché non hanno mai sostenuto l'ipotesi di soluzioni pubbliche?
Perché non hanno sostenuto la legge contro le delocalizzazioni scritta in fabbrica? Che non è occupata, ma presidiata e tutelata.

A quale morte è pronto chi fa politica, se si scandalizza per una lotta a difesa del proprio posto di lavoro, su cui si fonda la Costituzione?".

 

 

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