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WWF Toscana: "Sulla siccità si pensi alle origini del problema"

"La Toscana dimostri di saper fare, e da subito, la sua"

WWF Toscana: "Sulla siccità si pensi alle origini del problema"
Altro Firenze, 07 Luglio 2022 ore 12:54

Siccità persistente da mesi, temperature sopra ogni record per un inizio di estate che prefigura un futuro devastato dai cambiamenti climatici. Giustamente il presidente Giani ha firmato lo stato di emergenza regionale e ha cominciato a parlare di un piano di interventi. Di fronte a questa situazione il WWF chiede però che "non si pensi solo ad interventi volti a gestire nell’immediato la carenza idrica, ma anche ad interventi finalizzati a contrastare i cambiamenti climatici che stanno stravolgendo ormai il nostro ambiente e la nostra vita. La Regione Toscana si faccia esempio di transizione ecologica con provvedimenti forti e coraggiosi; se non cambiamo adesso la nostra società rendendola più sostenibile, presto sarà troppo tardi. Nessun lago o invaso potrà salvarci dalle future siccità se non sapremo fermare la progressione dei cambiamenti climatici. In questa partita vitale per il nostro futuro ognuno sul pianeta deve fare la sua parte. La Toscana dimostri di saper fare, e da subito, la sua".

E poi ancora: "Accanto agli interventi strutturali che dovrebbero essere fatti per modificare la nostra società nella direzione della transizione ecologica, per quanto riguarda, nell’immediato, gli interventi di tamponamento dei danni dovuti alla carenza idrica, vogliamo sottolineare come sia importante non pensare solo ai danni alle attività umane, ovviamente fondamentali da fronteggiare, ma anche a quanto sta soffrendo la biodiversità tutta ed il nostro ambiente nel suo complesso. E’ evidente in questo senso come dobbiamo cercare di limitare tutti gli altri fattori di stress sull’ambiente, riducendo al minimo possibile i consumi di acqua che prosciugano le ormai quasi esaurite falde, ma anche eliminando tutti gli altri elementi non necessari che determinano un impatto importante su una fauna e una flora ormai allo stremo. Per questo chiediamo, come primo passo, che si posticipi l’inizio della stagione venatoria, annullando qualsiasi ipotesi di preapertura ai primi di settembre (nonché posticipando a tempi meno siccitosi le prove dei cani) e rimandando anche l’apertura generale almeno ad ottobre, con data effettiva da definirsi sulla base dell’evoluzione climatica della stagione".

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