il lavoro

Le persiane di Palazzo Madama a Roma verranno restaurate dalla ditta pratese Edil84

"Non credo però di esagerare nè di far torto a qualcuno asserendo che l’incarico di Palazzo Madama sia il più prestigioso del lotto, perlomeno a livello storico”

Le persiane di Palazzo Madama a Roma verranno restaurate dalla ditta pratese Edil84
Altro Prato, 03 Aprile 2021 ore 14:00

«Per noi è grande motivo di soddisfazione avere la possibilità di effettuare un lavoro del genere. E sarà sicuramente un ottimo “biglietto da visita” anche per il futuro». Edoardo Tempestini, direttore tecnico dell’Edil84, è raggiante nello spiegare il prossimo intervento dell’impresa. E ne ha ben donde, a ben vedere: la ditta di famiglia portata avanti dal padre Massimo e dalla zia Elena (che conta adesso nove dipendenti) ha festeggiato nel migliore dei modi i trentasette anni d’attività, per un’avventura iniziata nell’ormai lontano 1984. In che modo? Toccherà proprio alla ditta edile pratese il restauro e la sostituzione delle persiane e delle finestre di Palazzo Madama a Roma, la sede del Senato. La ciliegina sulla torta, per un “brand” abituato a lavorare con gli enti pubblici (visto che nel recente passato ha avuto a che fare con ristrutturazioni concernente palazzi di proprietà della Provincia e del comune di Prato, del Comune di Quarrata e di Asl). In quasi quarant’anni di lavoro, l’azienda ha infatti effettuato 197 ristrutturazioni, costruito 240 immobili e curato complessivamente 1047 progetti. “Abbiamo avuto il piacere di ristrutturare immobili di prestigio in passato, specie a Firenze – ha proseguito Tempestini – non credo però di esagerare nè di far torto a qualcuno asserendo che l’incarico di Palazzo Madama sia il più prestigioso del lotto, perlomeno a livello “storico”. Ma di cosa consta nel dettaglio l’internvento via Dogana Vecchia e Piazza Sant’Eustachio a Roma? Stando a quanto spiegato dall’azienda, le finestre e le persiane saranno ripulite della vernice fino a ritrovare il legno vivo. Si procederà poi alla sostituzione delle parti rotte o ammalorate, quindi alla stesura di una mano di fondo, alla completa stuccatura e carteggiatura, al trattamento contro tarli e funghi e alla verniciatura a smalto, di qualsiasi colore, in almeno due mani e comunque a completa copertura, con sigillatura finale di tenuta contro le infiltrazioni meteoriche. Durante tutta la fase di trasporto fuori opera delle finestre del primo piano da sottoporre a ciclo di restauro, è prevista la posa in opera di schermature provvisorie costituite da un telaio in legno controventato sulle diagonali, avvitato al telaio murato delle finestre e completo di chiusura in doppio strato di nylon pesante adeguatamente sigillato lungo tutto il perimetro del varco murario. Per i nuovi serramenti invece è richiesto l’impiego di legno di tipo “okumè lamellare”. Una volta terminate tutte le operazioni di rilievo dei serramenti da parte dell’impresa Edil 84, inizieranno i lavori che saranno suddivisi in tre parti. La prima consistente nello smontaggio delle persiane, restauro con successiva posa e smontaggio delle finestre con chiusura temporanea con nylon. La seconda consisterà nel restauro delle finestre e conseguente rimontaggio. Successivamente saranno rimosse tutte le persiane e finestre da sostituire e conseguentemente fornite e posate le nuove. Il cantiere dovrà essere chiuso definitivamente a centottanta giorni dall’affidamento, con quest’ultimo che a questo punto dovrebbe concretizzarsi entro il prossimo maggio. Un compito arrivato oltretutto in cui anche l’edilizia è stata colpita (come tanti altri settori) dalla crisi post-lockdown indotta dalla pandemia. Bisenziosette aveva evidenziato qualche settimana fa come, a Prato, la quarta autorizzazione alla cassa integrazione numericamente più corposa del 2020 (668mila ore) riguardasse proprio gli operai edili. «Abbiamo avuto la fortuna di non aver risentito eccessivamente dello scoppio della pandemia, sul piano lavorativo – ha commentato – di fatto non abbiamo mai smesso di lavorare nemmeno durante il lockdown, vista la particolarità del nostro lavoro ed una commessa giunta a poche settimane dalle chiusure. Detto questo, l’auspicio generale è che l’emergenza possa concludersi al più presto». Il domani però si intravede già. E chissà che Palazzo Madama non possa aprire nuove prospettive, per la Edil84. «Sotto questo specifico profilo, vogliamo continuare su questa strada. Per quel che ci riguarda – ha concluso Tempestini, guardando avanti – e continuare a ritagliarci sempre più spazio nel settore “di nicchia” per la committenza dei palazzi storici».