viabilità

Firenze, gli ingegneri: “Filobus e sostenibilità nella Fase 3 della mobilità fiorentina”

Tra le proposte dell'Ordine la realizzazione di un linea con mezzi a batteria su via Senese.

Firenze, gli ingegneri: “Filobus e sostenibilità nella Fase 3 della mobilità fiorentina”
Firenze, 13 Luglio 2020 ore 11:27

Firenze, gli Ingegneri: “Filobus e sostenibilità nella Fase 3 della mobilità fiorentina”

La proposta

Da via Senese al Galluzzo a bordo del filobus. È una delle proposte lanciate dalla Commissione trasporti dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze, che per la Fase 3 della mobilità fiorentina detta una parola d’ordine: sostenibilità.

Se il potenziamento del sistema tramviario da sempre è ritenuto dall’Ordine una priorità per il rilancio della mobilità pubblica cittadina, gli Ingegneri si augurano che la crisi possa essere un’occasione per attuare nuove soluzioni “green” con benefici per l’ambiente e la salute dei cittadini.

Il presidente della commissione mobilità

“Tra queste – spiega Fiorenzo Martini, presidente della Commissione mobilità e trasporti dell’Ordine – riteniamo potenzialmente interessante l’impiego di mezzi ad alimentazione promiscua ‘filo e batteria’ per la realizzazione di linee fisse su direttrici di trasporto consistente, ma non tale da giustificare una tramvia, e con costi e tempi ben più contenuti”.

Le direttrici verso il sud della città

 

L’attenzione degli Ingeneri si focalizza in particolare su due significative direttrici verso il sud della città, la via Senese verso il Galluzzo e la Chiantigiana verso Grassina/Antella.

“Entrambe le direttrici – spiega Martini – sono escluse dalla rete delle tramvie, sono state soggette nel tempo a processi anche importanti di inurbamento, gravano su un tessuto viario rimasto pressoché immutato e sono interessate da impegnativi traffici di attraversamento. Ricordando che sulla Senese per alcuni decenni del ‘900 è già stata attiva una tramvia a vapore, è da ritenere che un sistema a frequenza, collegato con le tramvie esistenti ed in progetto, dotato verso le estremità di punti e parcheggi di interscambio, potrebbe risultare economicamente sostenibile e meriterebbe comunque una verifica di fattibilità”.

Sulle due direttrici, aggiunge Martini, “un sistema di filobus a batteria, con limitate sezioni di ricarica nelle tratte più opportune, parrebbe rappresentare un’equilibrata risposta ecologica di ammodernamento del sistema di trasporto pubblico locale e di alleggerimento dal traffico privato”.

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