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Adolescente durante una crisi di rabbia affronta la sorella con un coltello: “Aiutateci”

Questa è la storia di un dramma, di una rabbia esplosiva che sta mandando in frantumi l’equilibrio di una famiglia.Dal nostro sito Prima Chivasso.

Adolescente durante una crisi di rabbia affronta la sorella con un coltello: “Aiutateci”
Firenze, 12 Luglio 2020 ore 18:38

Adolescente durante una crisi di rabbia affronta la sorella con un coltello: “Aiutateci”. Questa è la storia di un dramma, di una rabbia esplosiva che sta mandando in frantumi l’equilibrio di una famiglia. Un contributo che viene dal nostro sito Prima Chivasso e che fa riflettere.

Adolescente durante una crisi di rabbia affronta la sorella con un coltello

Questa è la storia di un dramma, di una rabbia esplosiva che sta mandando in frantumi l’equilibrio di una famiglia.
Un dramma che sta vivendo Anna (nome di fantasia), 14 anni appena, e che coinvolge direttamente i suoi genitori (separati), che da mesi stanno chiedendo aiuto alle istituzioni, e la sorella minore, minacciata di morte con un coltello.
Ma andiamo con ordine.
Anna, stando al racconto della mamma, è sempre stata una bambina difficile. Un carattere forte, spigoloso, diventato sempre più difficile da gestire nell’ultimo anno e ancor più negli ultimi mesi.
Era infatti lo scorso 17 marzo quando i suoi genitori avevano affidato al loro avvocato una disperata richiesta d’aiuto, trasmessa al Tribunale di Torino, in cui mettevano nero su bianco alcuni, più recenti, episodi che avevano coinvolto Anna, ammettendo senza alcuna vergogna, ma per essere aiutati, «la loro incapacità di gestire la figlia».

La vicenda

Una «disperata richiesta d’aiuto», ripetiamo ancora, basata su fatti concreti: «Per ben due volte Anna (14 anni), dopo un futile litigio con la sorella minore, ha preso un coltello minacciandola di morte; ha dato fuoco (per fortuna lontano dalle tende) nella sua cameretta ad un foglio delle regole scritto dal padre e appeso in cucina; più volte ha picchiato la madre; ha picchiato anche il padre (addirittura voleva colpirlo con un vaso in testa); a forza di calci ha rotto la porta del bagno e allo stesso modo ha rotto la porta della sua cameretta; ha rotto il telecomando, ha frantumato gli occhiali da vista; quasi tutti i giorni urla e minaccia di morte la sorella; ha minacciato che una di queste notti darà fuoco alla casa; si sveglia alle 12/13 del mattino e va a dormire alle 2/3 di notte e sta tutto il giorno o a letto o sul divano a guardare la TV con il cellulare in mano; non studia più, dice continuamente parolacce e bestemmie, urla di continuo, con i pretesti più vari (dal cibo ai vestiti); ha sottratto alla madre la carta di credito per comprarsi degli elastici per capelli e una borsetta».
«Ho chiamato il 112 più volte – racconta la mamma – ma non è mai intervenuto nessuno. Il 118, invece, l’ha portata in ospedale, in piena emergenza Covid, e la pediatra ci ha detto di rivolgerci a una neuropsichiatra. Lei la prenderebbe anche in carico, ma portarla è impossibile. Mia figlia è molto alta, più di me, e in questi mesi di lockdown ha messo su qualche chilo (mangia in modo compulsivo, anche di notte) ed è più forte di me. Sono disperata, non riesco nemmeno a tornare al lavoro. Dicono che non siamo bravi genitori: ok, va bene, sono mesi che chiediamo di essere aiutati».
Il Tribunale, il 26 marzo, aveva risposto ai genitori di Anna disponendo «che i Servizi sociali ed il Servizio di NPI già incaricati in data 26 febbraio 2020, prendano in carico, con urgenza, la minore Anna e predispongano eventualmente un progetto di inserimento in comunità terapeutica, aggiornando appena possibile questo giudice», provvedimento trasmesso anche al Tribunale dei Minori.

“Aiutateci”

«I servizi sociali – prosegue la mamma – mi hanno detto “Signora, lavori su se stessa”. Va bene, ma Anna è diventato un pericolo per la sorella, che infatti è andata via di casa. Dalla prossima settimana incontrerò un educatore per “rinforzare il mio ruolo genitoriale”, ma non ho ancora indicazioni sul se e quando agiranno anche sulla ragazzina.
Il problema per loro sono io, non lei, nonostante queste crisi di rabbia siano continue e sempre più forti: pochi giorni fa, la notte prima dell’esame di terza media, ha strappato la tesina. Fortunatamente le insegnanti sono state comprensive.
Eppure, sempre a marzo, il Tribunale aveva rilevato come i fatti denunciati dai genitori di Anna fossero «Molto gravi (alcuni dei quali pacificamente integranti ipotesi di reato), sintomatici di problematiche che affliggono la minore e che necessitano di cura e monitoraggio».
«Noi chiediamo solo di essere aiutati – conclude la mamma – per tutelare Anna, noi stessi (mi ha morso a un braccio, e ha morso anche suo padre in testa) e sua sorella».

 

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